Accordo Electrolux, il 96% ha votato “sì”. È piaciuta alla quasi unanimità dei lavoratori l’intesa per la gestione degli esuberi e il piano...

SUSEGANA Quasi un plebiscito. Mai prima d’ora un accordo sindacale è stato votato all’Electrolux di Susegana, tanto meno attraverso un referendum, col 96,25% di sì. L’intesa è quella relativa al contratto di solidarietà che prevede, dal primo giorno di marzo, il ricorso ad un orario di 6 ore al giorno, con due di solidarietà. Le due ore potrebbero aumentare fino al 60% dell’orario stesso in particolari situazioni di commesse di lavoro ridotte. Soddisfatti, ovviamente, i sindacati, anche i delegati Fiom Cgil che nel passato hanno fatto spesso resistenza, a difesa delle condizioni di lavoro. I contratti di solidarietà di fatto congelano i 1128 esuberi del gruppo, di cui 373 a Susegana. I dipendenti dello stabilimento trevigiano sono 1225, di cui 1034 operai, gli altri sono impiegati. Presenti in fabbrica, venerdì scorso e ieri, giornate del voto, c’erano 968 lavoratori, di cui 794 dipendenti re 174 impiegati. I votanti sono stati 640, pari al 66,11%, la partecipazione al voto, a quindi, è stato leggermente inferiore alle attese. Ma l’esito è risultato davvero imprevedibile. Solo 34 tra operai ed impiegati hanno votato no all’accordo sottoscritto tra l’azienda ed il sindacato. I favorevoli sono stati 616, quindi pari al 96,25%; il no si è fermato ad una percentuale del 3,74%. La RSU di Susegana esprime soddisfazione per il risultato del referendum che conferma quanto assunto nella trattativa dalla delegazione sindacale presente al Coordinamento Electrolux, tenutosi conclusivamente a Mestre il 9 marzo 2013. L'ipotesi d'accordo dovrà essere confermata anche dagli altri stabilimenti Electrolux, prima di poter essere ratificata il 22 marzo. I lavoratori nel votare a favore in modo plebiscitario hanno scacciato il rischio dei licenziamenti – come si legge in una nota - in una fase occupazionale particolarmente difficile per lo stabilimento e per tutto il territorio, dando fiducia alla RSU per la complicata gestione dell'accordo e per le successive fasi di confronto previste tra la RSU e la direzione di stabilimento e di gruppo, con particolare attenzione alle condizioni prestative di lavoro e di salute e sicurezza. «Ora spetterà anche all'impresa impegnarsi a ricercare le soluzioni industriali utili a tutelare il sito di Susegana, trovando ulteriori soluzioni che possano costruire una prospettiva che vada oltre i prossimi due anni, tale da affrontare le sfide del mercato e della crisi del settore, anche per tutelare l'occupazione». (f.d.m.)

LA TRIBUNA DI TREVISO - Martedì, 19 marzo 2013