«30mila euro in aiuti per chi perde il posto»

«Non possiamo fare altro che prendere atto con rammarico di questa decisione. Sono convinto che se Gardaland fosse stata ancora la realtà che era, così legata al territorio, sarebbe stata trovata certamente una soluzione migliore della mobilità dei lavoratori».

Maurizio Bernardi, sindaco di Castelnuovo del Garda, commenta così, a caldo, la notizia del mancato accordo tra Gardaland e le rappresentanze sindacali e il conseguente rischio di licenziamento dei 65 dipendenti per cui era stata avviata la procedura di messa in mobilità. «Non conosciamo ancora tutti i dettagli: a quanto sappiamo l´azienda non avrebbe dimostrato particolare disponibilità ed elasticità e questo spiace, anche perché in questo momento di crisi, ci sono tante nostre aziende che stanno affrontando sacrifici importanti pur di evitare ricadute così pesanti sul personale e le loro famiglie. Esigenze cui anche Gardaland, credo, poteva dare ascolto»

«Vedremo ora come si muoverà l´azienda, ovvero se darà immediato corso, come può fare, ai licenziamenti. E sulla base di ciò la nostra amministrazione valuterà ogni possibile iniziativa utile».

Su questo fronte si é invece già attivata Peschiera. Il sindaco Umberto Chincarini ha infatti annunciato all´assessore provinciale Fausto Sachetto lo stanziamento, da parte della Giunta, di 30 mila euro che verranno messi a disposizione della Provincia per attivare corsi di formazione e accellerare così il reinserimento nel mondo del lavoro di quei dipendenti di Gardaland residenti a Peschiera che dovessero perdere il posto.

«Il quadro é chiaro. Da una parte c´é un´azienda con un capitale straniero che prende atto che in Italia il carico fiscale é insostenibile e si muove di conseguenza senza preoccuparsi delle ricadute a livello sociale; dall´altra, vi è una situazione che mette a rischio dei lavoratori che potrebbero trovarsi dalla mattina alla sera disoccupati. Di qui la decisione di intervenire con uno stanziamento, 30 mila euro che non sono a bilancio ma che troveremo attingendo da altri capitoli, come abbiamo fatto nel 2012 per Finale Emilia colpita dal sisma. Detto questo», sottolinea Chincarini, «va da sé che, al di là delle situazioni particolari, nel nostro Paese c´é un problema di fondo, che é quello del costo del lavoro che va ridotto altrimenti continueremo a vedere prevalere l´egoismo, cioé la strada più semplice che é quella di licenziare, chiudere o trasferire le aziende. E mi spiace molto constatare che la politica nazionale non si occupi di questo dramma».G.B.

L'ARENA DI VERONA - Sabato, 26 gennaio 2013