2.100 appartamenti sfitti in città. Di proprietà dei privati e dello stesso Comune che non ha soldi per renderli agibili

Sabato 29 Novembre 2014, Vicenza - Con la perdita del lavoro diventa sempre più difficile pagare l'affitto e incombe il rischio di sfratto. La situazione porta svantaggi a tutti: gli inquilini restano senza abitazione, i proprietari perdono un'entrata mensile e gli enti locali sono chiamati a prendersi carico delle situazioni di emergenza. Per far fronte a questo grave risultato della crisi economica, Bassano con altri 6 Comuni della diocesi di Vicenza lo scorso aprile aveva firmato un protocollo d'intesa per un progetto sugli affitti sicuri in periodo di crisi insieme alla Caritas vicentina e alla Prefettura, con la collaborazione di Cgil, Cisl e Uil. In seguito si sono aggiunti un'altra quindicina di Comuni, tra cui Marostica, Nove e Pianezze.

      L'intervento a sostegno di inquilini e proprietari prevede anzitutto il dimezzamento o almeno una riduzione significativa del canone di locazione pattuito dai due contraenti, che porterà all'erogazione di un contributo di 6 mesi, poi rinnovabili per ulteriori 6 mesi, fino ad un massimo di 250 euro mensili, per il 60% a carico del Comune competente e per il 40% della Caritas. L'inquilino pagherà la differenza per i canoni superiori al tetto massimo stabilito per il contributo (ad esempio 50 euro su un affitto di 300 euro mensili) e le spese condominiali.

      «Si tratta di un'ottima opportunità di welfare comunitario - spiega Erica Bertoncello, assessore alle politiche della famiglia e della casa - che ci permette di aiutare le persone che si trovano in difficoltà a pagare l'affitto, ma anche i proprietari che avranno entrate certe. Il nostro obiettivo principale è quello di prevenire possibili conflitti prima che questi emergano, perché è difficile intevenire nei casi di morosità incolpevole dove il rapporto tra le parti è già incrinato».

      L'assessore Bertoncello lancia quindi un doppio invito: ai Comuni che ancora non hanno aderito di valutare l'opportunità di fare propria l'iniziativa con l'approvazione di una delibera di Giunta, facendo fronte ai contributi con le risorse accantonate per il sociale, e ai soggetti coinvolti di presentare richiesta ai servizi sociali del Comune di residenza: basta essere in possesso di un regolare contratto di locazione e non avere ancora subito l'avvio del procedimento di sfratto alla data della domanda, potendo documentare la disponibilità di sospensione dello stesso sfratto da parte del proprietario.

      Per la richiesta ai servizi sociali del Comune di residenza: basta essere in possesso di un regolare contratto di locazione e non avere ancora subito l'avvio del procedimento di sfratto alla data della domanda, potendo documentare la disponibilità di sospensione dello stesso sfratto da parte del proprietario.

IL GAZZETTINO - Sabato, 29 novembre 2014