W Monti ! Ma il Veneto che ci mette?

Martedì, 29 novembre 2011

Nella luminosa sala convegni di Cà Annalise in Venezia Filiberto Zovigo, editore di Nordesteuropa apre il dibattito promosso dalla sua testata “Può il Nordest stare all’opposizione?” con un’altra domanda, ancora più chiara, e che già indica una possibile risposta alla prima: “nella crisi il Nordest, più che continuare a chiedere, cosa può dare?”. Prosegue il ragionamento Dario di Vico che definisce la crisi come “un incubo”. Dentro a questo incubo l’Italia ha avuto un cambio di governo in corsa e uno degli effetti è che la Regione Veneto è ora disiallineata con “il rischio di un anno e mezzo di propaganda”.

Il giro delle risposte parte da Riccardo Illy “qui non si tratta solo di salvare l’Italia ma la stessa Unione Europea e anche oltre”. Il punto è, sottolinea ex presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, che non c’è mai stato un debito pubblico e privato così alto. La ricetta dell’industriale è un caffé amaro e bollente, da (far) bere tutto in un sorso,  e parte con la cancellazione delle pensioni di reversibilità (oggi le donne lavorano ed hanno un reddito loro) e finisce con maggiori poteri al premier.

“Siamo alle riforme senza consenso?” commenta de Vico che rilancia la palla a Giuseppe Covre in vena di dirla tutta e senza sottintesi “Viva l’Europa, che ci governa (noi non sappiamo farlo) e viva anche Monti che farà il lavoro duro e sporco, quello da miniera”. E sull’opposizione della Lega Nord al governo va giù dritto “non capisco le posizioni della Lega, quelle del tanto peggio tanto meglio” che però non sarebbero (e lui lo spera proprio) quelle dei leghisti veneti ma dei lombardi che comandano nel partito. “per chi ha senso di responsabilità – conclude- queste posizioni sono incomprensibili”. Poi sottoscrive l’elenco dei desiderata di Illy.

Torna al punto di Vico ponendo altre domande: dopo un anno e mezzo di sacrifici non c’è il rischio che alle elezioni vinca il populista di turno? Se si vuole mettere mano agli interessi di alcuni gruppi sociali non è opportuno controbilanciare il loro allentamento mettendo in gioco nuovi interessi sociali, come quello dei giovani? Risponde Franca Porto che infatti non basta fare gli auguri di buon lavoro a Monti.

Il messaggio della segretaria della Cisl veneta (siamo il primo sindacato del Veneto per iscritti e delle regioni del Nord per gli iscritti tra i lavoratori dipendenti, precisa) è per le parti sociali: serve sostenere l’azione del governo rappresentando con responsabilità gli interessi perché le riforme vanno accompagnate. Anche quelle più difficili perché vanno a cambiare modi di pensare e di fare consolidati. L’impegno della Cisl nel fare la sua parte è concreto e annuncia il prossimo convegno delle Cisl del Nord dove ci sarà un confronto diretto con i presidenti delle stesse Regioni sul che fare per tutelare l’attività manifatturiera. “Con gli imprenditori vogliamo guardarci in faccia e fare un patto perché tornino a reinvestire in Italia “ e centrando sul Veneto la domanda originale “cosa può dare”? infila tre proposte: destinare il Tfr (Illy ne aveva auspicato la soppressione) alla previdenza complementare e rafforzare le potenzialità di investire nel territorio del Fondo Solidarietà Veneto, riforma del mercato regionale del lavoro con la flessicurezza, ente bilaterale nell’industria. 

Per sostenere l’azione di Monti si esprime anche Giuseppe Sbalchiero di Confartigianato (ci serve semplificazione e burocratizzazione per liberare le imprese, serve mettersi insieme e non dividersi) ed il presidente di Confindustria Vicenza, Roberto Zuccato. Ma sul “cosa possiamo dare” quello di Franca Porto rimane l’assolo.