Vicenza: il tessile cede, la chimica tiene

Martedì, 31 maggio 2011
macchina-tessile

Due settori industriali, due strade, opposte.

E' quello che avviene nel vicentino. I due settori sono quello storico della moda/tessile/abbigliamento, in calo,  e quello della chimica/farmaceutica, che invece presenta un tasso di sviluppo positivo.

E' quanto emerge dalla ricerca commissionata dalla Femca di Vicenza alla società LAN di Padova e i cui risultati sono stati presentati al gruppo dirigente del sindacato nel corso di una riunione a cui è intervento lo stesso direttore di LAN, Luca Romano.

Il settore storico del manifatturiero vicentino conta oggi poco più di 2.200 aziende, per la metà produttrici di articoli di abbigliamento, per il 36% pelletteria e per il resto sono industrie tessili. Qui non solo sono diminuite, negli ultimi 2 anni le aziende attive ma anche il tasso di sviluppo è in negativo, specie nel comparto delle confezioni di articoli di abbigliamento (- 1,5 nel biennio 2009/2010 e - 2,7% dei primi mesi del 2011).

Stanno invece complessivamente bene le 577 aziende della chimica, anche se l'andamento di quelle impegnate nelle produzioni di articoli in gomma e plastica (422 aziende) ha un po' risentito della crisi, specie nel primo trimestre del 2011. Positivo invece il tasso di sviluppo delle 146 imprese operanti nella chimica in senso stretto.

Uno sguardo sull'import-export del 2010.

Nelle produzioni del tessile e moda il grosso dell'import arriva dai Paesi UE (385 milioni di euro, con un aumento del 36% rispetto al 2009), poi dall'America Latina (276 milioni, + 74%) ed infine dalla "Cindia" (241 milioni, + 30%). L'export è concentrato in grandissima parte verso i Paesi UE: 1,7 miliardi di euro (+15% sul 2009), seguito a distanza da Cina-India 137 milioni (+35%).

Le aziende della chimica, gomma, ecc. hanno un import molto consistente dalla UE: 764 milioni di euro (+32% rispetto al 2009) e da Cina- India: 805 milioni (+40%). Anche il questo caso l'export riguarda essenzialmente l'UE a 25: 722 milioni di euro. Di modesto importo quello verso Cina ed India (56 milioni di euro).

Femca Cisl