Vicenza: check-up sulla sanità veneta dei pensionati Cisl

Martedì, 05 aprile 2016

Si è svolto ieri a Creazzo (VI) , con una ampia partecipazione di dirigenti ed attivisti della FNP Cisl, il convegno “Quale sistema socio sanitario per il territorio veneto e per la nostra gente” organizzato dal sindacato regionale dei pensionati per commentare l’andamento del PSSR 2012-2016 (in particolare per quanto riguarda l’assistenza territoriale) ed il suo impatto con il progetto di legge regionale sulla riorganizzazione delle Ulss (ora in discussione in V Commissione), e con quello di riforma delle Ipab. Il fulcro del Piano Socio Sanitario regionale in scadenza è la riorganizzazione dei servizi territoriali che però procede a rilento (a nove mesi dalla scadenza si è a metà del lavoro).

i numeri riportati da Maria Chiara Corti (Resposabile Settore Strutture di Ricovero Intermedie e integrazione socio sanitaria del Veneto) e da Chiara Ghiotto (Responsabile settore Assistenza Distrettuale e Cure Primarie) sono comunque incoraggianti e parlano di un Veneto che ce la sta mettendo tutta per arrivare in fondo, nonostante le difficoltà inevitabili dovute ad un piano socio-sanitario che per sua struttura impone un cambio di mentalità degli attori. Cambiare unmodus lavorandiche si mantiene da anni risulta sempre complesso. Un esempio ne è la realizzazione delle Mgi: le prime infatti si stanno realizzando ora dopo l’approvazione a settembre di 50 progetti, che coinvolgono 449 medici di base che assistono una popolazione di circa 627mila abitanti, in tutte le Ulss tranne la 4, 5, 9, 22.

Per quanto riguarda i pdl 23 e 25, Domenico Mantoan (Direttore Generale Area Sanità e Sociale della Regione) ha spiegato come questi in nessun modo intralcino il piano socio sanitario. «Abbiamo scritto il pdl 23 come naturale prosecuzione del Pssr. I risparmi che deriveranno dalla riorganizzazione amministrativa, dagli appalti su scala regionale per esempio, serviranno a finanziarlo ulteriormente», queste le parole del direttore generale. Per quanto riguarda la riforma delle Ipab (pdl 25) Mantoan pone l’accento sul fatto che le Ipab che decideranno di diventare Apsp avranno il sostegno della Regione, quelle che si trasformeranno in fondazione potranno entrare nel libero mercato, non entrando quindi in conflitto con il Pssr che permette alle Ipab di avere al loro interno strutture intermedie (Unità riabilitative territoriali, o anche le Mgi), ma anzi rappresentando un ulteriore passaggio del piano stesso.

Il segretario generale Fnp Cisl del Veneto Luigi Bombieri si è detto soddisfatto per la riuscita dell’iniziativa. Se l’obiettivo era di fare informazione e conoscere e approfondire l’andamento del piano socio-sanitario, questo è stato soddisfatto. C’è da attendere ora la valutazione che verrà fatta una volta scaduto il piano: quali numeri saranno stati raggiunti? Quali effetti avrà portato il cambiamento per l’utenza che fruisce dei servizi? Quali percorsi saranno da intraprendere? Tra nove mesi si potrà cominciare a rispondere a queste domande.