Vicenza: Cisl Scuola e PI per modificare la manovra

Giovedì, 24 giugno 2010
renato-riva

Aggiornamento della data: l''assemblea pubblica organizzata dalla Cisl di Vicenza è stata spostata a sabato 26 giugno alle 16.30, a Palazzo Toaldi Capra di Schio (Via Pasubio).

La Cisl di Vicenza chiede al Governo di modificare la manovra finanziaria rafforzando le misure anti evasione fiscale, riconfermando la contrattazione di secondo livello per gli enti pubblici e ripristinando le progressioni economiche del personale scolastico. Di questo si parlerà domani, sabato 26 giugno, alle 16.30, durante l'assemblea pubblica "Lavoro, equità e giustizia sociale: le modifiche alla manovra economico finanziaria" organizzata dalla Cisl di Vicenza in collaborazione con Cisl Funzione Pubblica e Cisl Scuola provinciali a Palazzo Toaldi Capra di Schio (Via Pasubio). Interverranno il Segretario Confederale Giorgio Santini e Luigi Copiello, Segretario generale Cisl Vicenza.
«Chiediamo il rafforzamento delle regole per la contrattazione di secondo livello al fine di migliorare l'organizzazione del lavoro e di valorizzare la professionalità degli addetti, per ottimizzare i servizi ai cittadini e ridurre gli sprechi - sottolinea Renato Riva, Segretario vicentino Cisl FP. - È necessario un rafforzamento della parte della manovra economico finanziaria che riguarda il recupero dell'evasione fiscale e sarebbe opportuno, poi, che il Governo pianificasse un sistema di nuovi investimenti per tutta la pubblica amministrazione». Anche in riferimento alle normative scolastiche la Cisl vicentina chiede delle modifiche. «È indispensabile apportare dei cambiamenti alla manovra 2011-2012 - sottolinea Concettina Cupani, Segretario Cisl Scuola - perché siano salvaguardati l'impegno e la preparazione di tanti insegnanti che ogni giorno aiutano i nostri figli a crescere. L'ipotesi di fermare per tre anni le progressioni economiche di tutto il personale scolastico comporta un onere eccessivo ed iniquo, che si somma al rinvio del rinnovo contrattuale ed al conseguente azzeramento degli incrementi che si sarebbero dovuti acquisire. L'iniquità del provvedimento si ripercuote gravemente anche sui trattamenti di pensione e di fine servizio per cui chiediamo a gran voce di ripristinare gli scatti e le progressioni di anzianità già previste dal contratto».

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