Verona. Presidio sindacale alle OFV. Nobis “Siamo pronti ad azioni di lotta più forti”

Mercoledì, 11 dicembre 2013

Continuano le azioni sindacali a sostegno dei lavoratori di Officine Ferroviarie Verona. Per questa mattina i lavoratori, oltre al presidio davanti all’ingresso dello stabilimento, hanno organizzato  attraversamenti stradali a singhiozzo per coinvolgere e sensibilizzare i cittadini. Gli attraversamenti di Lungadige Galtarossa, all’altezza di Ponte San Francesco, si svolgeranno dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16. “L’obiettivo di queste iniziative- ribadisce il segretario Fim Cisl, Massimiliano Nobis – rimane quello di sbloccare la situazione in cui si trovano le OFV e i suoi 345 lavoratori. Gli impegni assunti dal ministro Zanonato e dal sindaco Tosi non hanno ancora trovato alcuna concretizzazione: il Ministero del Lavoro non ha ancora autorizzato la domanda di CigS (presentata ancora lo scorso maggio) e, peggio ancora,  Trenitalia e Ansaldo non hanno provveduto al pagamento delle fatture (pari a circa 3-4 milioni di euro) come richiesto dal Commissario Straordinario”. Stando così le cose, denuncia il responsabile sindacale, si avrà a breve una evoluzione completamente negativa della vicenda. Da una parte infatti già dal prossimo 13 dicembre scadono gli anticipi disposti dalle banche a favore dei cassaintegrati e dall’altra si impedisce al Commissario di rimettere l’azienda nelle condizioni di riprendere la produzione ed acquisire nuove commesse. “Se OFV non recupera entro questa settimana almeno questa parte dei propri crediti il Commissario non potrà consegnare al giudice fallimentare del Tribunale di Verona una relazione che contenga gli elementi sufficienti a giustificare il prosieguo dell’attività e si aprirebbero le porte per il fallimento. La fine ingloriosa di un sito industriale con 100 anni di storia (definito come “polo produttivo strategico dal governo) e la perdita di oltre 200 posti di lavoro fissi”.

Domani sindacati ed RSU faranno il punto della situazione, se non ci saranno fatti nuovi positivi, si passerà a forme di lotta più forti.