Venezia. Santini: chi ha di più dia di più

Martedì, 20 settembre 2011
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All'attivo della Cisl di Venezia, di lunedì 19 settembre, a cui hanno partecipato 400 delegati aziendali ed attivisti del sindacato pensionati, è intervenuto Giorgio Santini. Il Segretario generale aggiunto della Cisl ci ha rilasciato questa breve intervista.

Ieri, proprio qui a Venezia, Bossi ha detto piuttosto che la crisi venga la secessione

Si, un altro esempio della confusione e della perdita di regolazione politica. Noi abbiamo bisogno, invece, in questo momento, di un governo che sappia governare; di un governo che abbia una base di riferimento più ampia, di tutte le forze democratiche, per affrontare problemi che sono arrivati davvero all'emergenza. Siamo reduci da una manovra che sta adesso sviluppando i suoi effetti negativi, pensiamo all'aumento dei prezzi, dei servizi, dei trasporti, ecc.. Una manovra che è stata imposta dalla Banca Centrale a un governo che non riusciva a decidere. E si preannunciano purtroppo altre necessità di tenere i conti in ordine perché questa manovra probabilmente rischia di non bastare. Lasciamo perdere quindi le suggestioni che non hanno nessun fondamento: ci vuole un Governo che sappia governare, e se non sa governare, che chieda un appoggio un  più ampio al Parlamento. Quindi si attrezzi anche a cambiare la sua struttura, la sua composizione fermo restando che queste cose deve deciderle il Parlamento e non certo le Parti Sociali.

La manovra, giudicata dalla Cisl come iniqua, è stata approvata: c'è la possibilità di porvi rimedio?

No, la manovra adesso è in vigore, è una manovra che noi diciamo che va assolutamente corretta nella sua attuazione, entrando nel merito della parte relativa ai redditi. Noi pensiamo che attraverso la immediata attivazione  della delega fiscale si faccia quello che la manovra non prevede e cioè un forte contributo a carico dei redditi più alti, anche con una patrimoniale sugli immobili, che permetta di recuperare risorse che diversamente verranno tagliate ai servizi sociali.

Poi grande attenzione al tema della crescita perché la manovra qui creerà grossi problemi mentre si prospetta una crescita inferiore di un punto inferiore a quella che si prevedeva solo due mesi fa. Già da solo questo fatto peserà negativamente sui problemi di bilancio. Nei prossimi mesi si avranno sia gli effetti negativi di questa manovra che la necessità di farne un'altra di restrittiva. Tutto questo impone che si riparta dall'equità. Serve rigore, ma serve che chi ha di più dia di più. Questo è un punto fermo per la CISL che non il riscontro sperato in questa manovra.

La proposta di Bonanni di intervenire con un accordo interconfederale sull'articolo 8 relativamente ai licenziamenti non sembra abbia trovato risposta da parte della Camusso.

Io sono più ottimista. Noi un accordo interconfederale ce l'abbiamo già ed è l'accordo del 28 giugno. Il Segretario Generale ha proposto di escludere il tema dell'art. 18, quello sui licenziamenti, dal perimetro dei contratti aziendali. Si potrà così

mantenere pienamente in vigore l'accordo interconfederale del 28 giugno. Anzi domani (oggi per chi legge) nel nostro Comitato Esecutivo proporremmo che questo accordo, che oggi vale solo per le tre confederazioni e la Confindustria, sia esteso a tutti i settori del lavoro in modo tale che sia il vero faro della contrattazione aziendale. Noi abbiamo sempre detto l'articolo 8 ci può anche non spaventare perché se è in mano ai sindacati confederali la contrattazione è una facoltà e non metteremo mai mano alle regole sui licenziamenti. Ma vogliamo utilizzarla dove serve, nelle altre materie, per fare più occupazione, più investimenti. La stessa CGIL dovrebbe arrivare su questa posizione isolando anche nel proprio interno le frange che chiedevano di disdettare l'accordo del 28 giugno come reazione all'art.8 della manovra.

Ust Venezia, Manovra 2011-2014