Venezia. Sanità: anche i veneziani sono veneti

Giovedì, 24 novembre 2011

Non ci sta l’intersindacale dei medici dell'Ospedale Civile di Venezia ad accettare la scelta del Consiglio Regionale del Veneto che, nella seduta di ieri, ha respinto la proposta di un ordine del giorno che riconosceva, anche nell’ambito dei servizi sanitari, la specificità di Venezia.
Le 11 sigle sindacali presenti nello storico SS. Giovanni e Paolo, tra cui la Cisl Medici, hanno emesso un comunicato stampa in cui esprimono la loro “sempre più crescente preoccupazione” rispetto all’evolversi della situazione, additando anche le responsabilità degli esponenti politici espressi con il voto degli elettori veneziani che non avrebbero sostenuto l’ordine del giorno.
“Ora – scrivono i medici- si presenta in tutta la sua urgenza, la necessità di un’ulteriore e forte alleanza tra tutte le espressioni civiche veneziane al fine di contrastare una politica amministrativa che va solo a sfruttare indiscriminatamente l'immagine della città di Venezia vista soprattutto come strumento per calamitare risorse economiche. Si ricorda, infatti, che é Venezia a calamitare il turismo da tutto il mondo perché anche la più lontana località delle terre venete cita nel suo programma promozionale la prossimità con la città dei Dogi”.
Nelle prossime settimane sarà organizzata un'assemblea pubblica nella quale sarà invitato anche il Presidente Zaia quale “garante dei diritti di tutti i veneti”. Per i camici bianchi della sanità veneziani l’impegno categorico è quello di fare in modo che l'efficace slogan "prima i veneti" non si completi con "a spese dei veneziani".