Venezia. Il lavoro cambia faccia

Mercoledì, 27 settembre 2017

«Al centro della nostra attenzione dobbiamo porre il tema dei giovani e delle nuove opportunità di impiego per chi è stato espulso dal mondo del lavoro in contesto in cui le innovazioni tecnologiche, con particolare riferimento a quelle digitali, hanno accelerato le trasformazioni e le modifiche dei processi produttivi e l’organizzazione del lavoro. Parliamo di Impresa 4.0 un processo che interessa tutti i settori, compreso quello dei servizi e a cui bisogna adeguarsi per essere, come sindacato, promotori del cambiamento». Paolo Bizzotto, Segretario Cisl Venezia, ha affidato al Consiglio generale dell’Unione Territoriale, in sessione presso la Cittadella dell’Edilizia di Marghera e che ha visto la partecipazione del Segretario confederale Gigi Petteni, il compito di approfondire la sua affermazione a cui sono stati invitati esperti del mercato del lavoro come Tiziano Barone, direttore di Veneto Lavoro. Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio sull’occupazione, nel 2016 gli occupati della provincia di Venezia rappresentano il 17% del totale regionale (2,08 milioni di occupati) con un buon recupero dei posti di lavoro persi durante la crisi (+ 20mila i posti rispetto al punto più basso di occupazione registrato nel 2013).

Barone ha anche descritto i cambiamenti nel mercato del lavoro veneziano avvenuti tra il 2004 ed il 2016. In crescita le donne (nel 2016 rappresentano il 42% degli occupati mentre nel 2004 erano il 39,5%) ma anche più stranieri (9,5% del 2016 rispetto al 3% nel 2004 ). Un grande cambiamento riguarda anche l’età dei lavoratori: aumenta la quota dei più anziani (il 47% sono in età tra 55 – 64 anni, dodici anni era il 27%) e si riduce quella dei più giovani (quelli fino ai 29 anni che erano il 55% nel 2004, sono scesi al 40% nel 2016). Si registra inoltre una terziarizzazione del lavoro (complice anche la pesante crisi del settore industriale): era pari al 68% nel 2008 mentre lo scorso anno si attestava nel 75%.

Le trasformazioni del sistema produttivo chiedono nuove figure professionali legate al processo di evoluzione tecnologica e digitale, ma allo stesso tempo il rafforzamento del terziario si rivolge a figure con basso grado di qualificazione: questa la polarità a cui bisogna far fronte per  affrontare l’occupazione nel territorio provinciale di Venezia.