Venezia, contratto comunali: Grella (Fp Cisl) “Continuiamo, insieme, il confronto”

Martedì, 23 maggio 2017

Legge Madia e contratto integrativo decentrato con il Comune di Venezia: su questi argomenti stamattina Massimo Grella (Segretario generale Fp Venezia) con i colleghi Carlo Alzetta e Giuseppe Nolè e i delegati Rsu Cisl hanno risposto alle domande dei giornalisti nella conferenza stampa organizzata nella sede regionale della Cisl a Mestre.

«Grazie anche all’appoggio della deputata Sara Moretto e del Sottosegretario Pier Paolo Baretta  - ha esordito Grella - abbiamo ottenuto l’inserimento dell’emendamento nel testo definitivo della Legge di riforma della Pubblica Amministrazione “Madia”, che ci permette di assicurare ai lavoratori del Comune di Venezia, nel contratto sottoscritto lo scorso 3 maggio, una cifra aggiuntiva di 2,6 milioni di euro in più rispetto allo scorso anno».

Per i 3mila dipendenti del Comune di Venezia sono stati quindi riservati un totale di oltre 5 milioni di euro di salario flessibile destinati in parte a progetti di miglioramento della qualità dei servizi, in parte ad attività gestionali.

Ma è proprio sull’utilizzo di queste risorse che imperversa la polemica sul contratto decentrato che vede nella Funzione Pubblica Cisl l’unica sigla firmataria tra i sindacati. «L’accordo che abbiamo sottoscritto, oltre ad essere legittimo – ha ripetuto Alzetta - vincola l’Amministrazione Comunale di Venezia a negoziare con i sindacati su come assegnare questa parte di salario. Si evitano quindi così le azioni unilaterali dello scorso anno».

L’esito negativo del voto referendario porta però l’Fp veneziana a chiedere a tutte le parti (comprese le altre sigle sindacali che dopo più di 50 ore di trattative hanno deciso di non firmare) di continuare il confronto e la trattativa per poter, insieme, migliorare l’accordo.

«Il contratto che abbiamo firmato è il punto di partenza per poi andare a discutere sui progetti finalizzati a migliorare i servizi. Anche le tante discusse Idee Vincenti ora impegnano non più del 5% del monte salariale disponibile. L’accordo contiene anche molti altri temi su cui noi vogliamo puntare: welfare, telelavoro, smart working, aree che di solito riguardano il lavoro privato, ma che a nostro avviso dovrebbero ben riguardare anche quello pubblico».Chiosa Grella: « E’ ora di dare ai lavoratori pubblici le stesse opportunità che trovano nel settore privato».