Venezia Metropolitana: il manifesto degli imprenditori

Mercoledì, 16 novembre 2011

Il lancio in grande stile sui media è avvenuto in questi giorni con la pubblicazione sulle pagine dei quotidiani del testo integrale del manifesto per Venezia Metropolitana sottoscritto da 14 associazioni rappresentative di tutto il mondo imprenditoriale veneziano: industria, artigianato, commercio, costruzioni, cooperazione e agricoltura, nonché delle professioni: ingegneri, geometri, consulenti del lavoro, tutte impegnate ad “acquisire il consenso degli altri attori economici che, pur avendone titolo, non figurassero tra i promotori”.

La premessa del manifesto è sintetica: la crisi impone riforme che ristabiliscano condizioni di competitività, servono quindi progetti condivisi per rilanciare l’economia, confrontarsi su percorsi ed obiettivi è il modo migliore per esprimere la rappresentanza. Un obiettivo ed un percorso da condividere è la costituzione della Città Metropolitana di Venezia.

Torna così in campo, dopo il convegno “Venezia Metropoli” organizzato dalla Cisl di Venezia lo scorso  nel quale si erano registrate significative assonanze, la pluridecennale vicenda di questa nuova articolazione istituzionale della Repubblica, prevista fina dal 1990 (Ordinamento delle Autonomie Locali), incastonata nella Costituzione Italiana nel 2001 (Riforma del Titolo V) ma mai decollata in nessuna delle città indicate dal susseguirsi delle leggi che avrebbero dovuto regolarne l’iter istitutivo.

Nel concreto però il tema istituzionale, la Città Metropolitana in quanto istituzione locale, viene glissato. I firmatari, dopo aver individuato nel territorio delle province di Venezia, Padova e Treviso l’area che presenta dinamiche metropolitane, confermano però “il mantenimento delle relative istituzioni comunali”, in totale 243 Municipi, a cui si indica come indispensabile “pianificare, programmare e progettare con logiche cooperative ed integrate, con orizzonti strategici internazionali”.

Un assetto istituzionale diverso dall’attuale sembra ipotizzato per Venezia che “necessita di una dimensione territoriale consona alla sua storia”.

Le rappresentanze dell’economia e delle professioni veneziane chiedono, senza precisare a chi rivolgono l’istanza, risorse finanziarie, maggiori deleghe al livello metropolitano (quale non è spiegato), efficienza e trasparenza gestionale, accordi territoriali, sussidiarietà, rapporti con le banche e politiche per i giovani. Il tutto senza mai citare le organizzazioni sindacali. Una concertazione che non viene neppure richiamata nell’elenco delle priorità di intervento: infrastrutture e logistica, la difesa del territorio, le imprese ed il lavoro, l’istruzione e la ricerca e la promozione del “brand Venezia” ed infine cultura e turismo.

           

in allegato

Manifesto per Venezia Città Metropolitana. ottobre 2011