Venezia Città Metropolitana? Si o No, ma con referendum

Mercoledì, 03 agosto 2011
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Su proposta del Ministro Maroni il Consiglio dei Ministri del 28 luglio scorso ha approvato (in via preliminare) il regolamento dei referendum sulle proposte di istituzione delle Città Metropolitane nel cui elenco figura anche Venezia.

La necessità di ricorrere al referendum popolare è dettata, secondo il governo, dal fatto che, modificando gli ambiti istituzionali territoriali (ad esempio la cancellazione dei vecchi Comuni, della stessa Provincia e del passaggio a rango di Città Metropolitana previsto specificamente dalla Costituzione, Titolo V) la consultazione popolare e quindi la diretta volontà dei cittadini diventa indispensabile.

Il provvedimento governativo precisa quali sono i soggetti titolati a promuovere l'istituzione dell'ente metropolitano (in pratica la sua delimitazione territoriale) e l'esatta formulazione dei quesito che potrà avere due formulazioni diverse, a seconda che l'ambito territoriale della città metropolitana comprenda tutti i comuni della attuale provincia o soltanto alcuni di essi.

In particolare la richiesta e la proposta, nel caso di Venezia, potrà essere fatta dal Comune di Venezia congiuntamente alla Provincia, oppure dal comune capoluogo insieme ad almeno altri 9 comuni che complessivamente rappresentino come minimo il 60% della popolazione residente (circa 518 mila persone). Sempre se hanno questo requisito sui residenti sono titolati a sviluppare l'iniziativa istituzionale per la città metropolitana di Venezia anche la Provincia con altri almeno 9 comuni anche senza il capoluogo.

" È un segnale positivo - è il commento a caldo di Lino Gottardello, segretario della Cisl di Venezia - la riconferma di Venezia tra le potenziali Città metropolitane. L'economia veneta e del Nord Est ha bisogno infatti di un forte "polo metropolitano" che svolga la stessa funzione di volano che ad esempio Milano garantisce alla Lombardia, sul piano politico (programmazione, infrastrutture ecc.), finanziario e dei servizi al sistema economico e sociale. La realizzazione della Città metropolitana di Venezia darebbe infatti una forte spinta per un governo unitario dell'area centrale del Veneto, quella compresa tra le provincie di Venezia, Padova e Treviso e che una ricerca OCSE ha denominato come Venezia Metropoli".

Gottardello esprime però alcune perplessità sul provvedimento "Se la scelta del passaggio referendario va incontro al requisito della partecipazione democratica ad una scelta di grande valore civico, nel contempo però espone però questo progetto istituzionale alle tendenze alla frammentazione ed al particolarismo ultra-localista, spesso alimentati da interessi parziali e di singoli politici. Le recenti vicende sui ripetuti tentativi di separare Mestre da Venezia ne sono un esempio". Insomma il rischio è quello che per l'ennesima volta non se ne faccia nulla e qui il dirigente della Cisl veneziana pone sul tavolo un carico pesante "Si parla tanto di ridurre i costi della politica anche riducendo i livelli istituzionali. Con la istituzione della Città Metropolitana questo è già possibile. Mi chiedo quindi quale sarà l'atteggiamento delle diverse forze politiche di fronte ad un referendum che comporterà (e per noi è cosa positiva) il taglio di molti costi a partire da quelli di consiglieri ed assessori comunali e provinciali". In breve: forse è meglio che le scelte di accorpamento delle istituzioni locali vengano fatte, con criteri chiari e condivisi, dal Parlamento nazionale.

Ust Venezia