Veneto. Scuola senza presidi: domani assemblea sindacale

Lunedì, 02 ottobre 2017

Non solo mancano i docenti per le primarie e gli insegnanti di sostegno specializzati a tutti i livelli scolastici, ma la carenza di personale riguarda anche i vertici del sistema scolastico locale: i dirigenti (i presidi) .  Il problema è nazionale ma anche veneto. Senza considerare le scuole che, per dimensione (sotto i 600 alunni) sono già soggette a reggenza (354, di cui 31 in Veneto) la situazione è questa: l’organico, sulla carta, dei dirigenti in tutta Italia è di 7.994 posti. Di questi effettivamente disponibili sono circa 6.500. Le scuole che hanno titoli per avere un proprio preside sono 8.221. La differenza è quindi di oltre 1.700 capi istituto. Questa carenza, come quella delle scuole sottodimensionate, sarà coperta dai 6.500 disponibili.

A livello veneto la situazione è ancora peggiore: il 27% dei posti di preside è vacante. In termini numerici vuol dire che per i 574 istituti scolastici con diritto al preside sono disponibili solo 420 dirigenti a cui spetta anche reggere i 31 istituti sottodimensionati. Effetto finale: 185 presidi (quasi la metà di quelli in servizio) dovrà sovraintendere a due istituti scolastici.

A fronte di questa situazione di ennesima emergenza che coinvolge la scuola (il concorso per dirigenti scolastici non è stato ancora bandito dopo due anni dalla definizione delle regole per la sua emanazione) i rappresentanti regionali dei sindacati della scuola hanno organizzato per domani, martedì 3 ottobre, una assemblea sindacale dei dirigenti scolastici. L’appuntamento è all’Istituto Einaudi di Padova a partire dalle 10.30. «Situazione professionale e retributiva, rinnovo del contratto nazionale del prossimo triennio, questi alcuni degli argomenti che tratteremo durante l’assemblea – spiega Sandra Biolo Cisl Scuola – si tratta di gravissimi malfunzionamenti del sistema scolastico che diventeranno sempre più pesanti qualora non si trovino delle soluzioni e come al solito a pagarne le conseguenze saranno anche i nostri ragazzi».