Veneto. Riforma IPAB: le proposte del sindacato

Mercoledì, 09 marzo 2016

Il patrimonio storico delle istituzioni di pubblica assistenza posseduto dal Veneto e che ancora oggi sono un punto di riferimento per decine di migliaia di anziani non autosufficienti, persone disabili e minori, rischia di trasformarsi in una vera e propria giungla.

I sindacati denunciano come l’assenza di una normativa chiara di riferimento (sono ben 11 i progetti di legge di riforma presentati in Regione negli ultimi 15 anni naufragati nel nulla) abbia alimentato le differenze e le disomogeneità che si sono tradotte in gestioni e forme giuridiche diverse (comprese le privatizzazioni), in varietà delle rette a carico dell’utenza (fino  al 70% di divario), in servizi e rapporto personale/utenti molto diversi così come i trattamenti contrattuali dei lavoratori.

La Regione Veneto si appresta ora a varare una riforma delle Ipab (Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficienza) sulla base di un Progetto di legge che ha come primo firmatario il Presidente Zaia (Pdl 25/2015 “Disposizioni per la trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e per la disciplina delle aziende pubbliche e delle persone giuridiche di diritto privato di servizi alla persona”). Il progetto di legge prevede che le Ipab possano privatizzarsi e diventare fondazioni/associazioni di diritto privato,oppure possano trasformarsi in Aziende pubbliche di servizi alla persona, denominate Apsp.  

Cgil Cisl Uil e le rispettive Federazioni del lavoratori del settore e dei pensionati hanno elaborato un insieme di proposte che intendono portare ad un confronto di merito con la Giunta Regionale oltre che alla attenzione del Consiglio Regionale e delle rappresentanze degli Enti Locali.

Per illustrare agli organi di informazione queste proposte è stata organizzata per domani, venerdì 11 marzo, nella sede CGIL Veneto di Mestre, una conferenza stampa