Veneto. Lavoro 2016: positivo il saldo delle assunzioni

Venerdì, 24 febbraio 2017

In un contesto di moderata ripresa economica, il Veneto risulta in linea con le medie italiane, come rileva nella pubblicazione de “La Bussola Febbraio 2017” l’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro per il IV trimestre 2016.  Mentre il  Pil segna un + 0,8%, la produzione manifatturiera industriale si conferma al + 2% e alla diminuzione delle crisi aziendali fa da parallelo la selezione delle imprese manifatturiere: -22% rispetto al 2008.

Segnali di crescita caratterizzano il lavoro dipendente: oltre 1,6 milioni di occupati nel 2016 (recuperato il livello del 2011 prima della seconda fase di recessione economica) e 27.500 le nuove assunzioni di lavoro nette. Positivo quindi il saldo tra assunzioni e cessazioni di rapporti di lavoro prendendo in esame l’interno anno.

Segnali di stabilizzazione e consolidamento della pioggia di contratti a tempo indeterminato dovute alla agevolazioni Jobs Act dello scorso anno: diminuiscono fisiologicamente le assunzioni, ma il saldo rimane positivo per il 2016 con un +1.400 di indeterminati. Aumentano apprendistato, somministrazione e tempi determinati: per questi ultimi non aumenta il numero dei contratti, ma si allunga la durata dei rapporti già esistenti e diminuisco le cessazioni o le trasformazioni.

La crescita delle assunzioni si registra in agricoltura, commercio, turismo, logistica e istruzione mentre rimangono in negativo settori quali pubblica amministrazione, tessile, legno, costruzioni e credito.

Dato interessante, facilmente imputabile all’introduzione dallo scorso marzo 2016 dell’obbligo delle dimissioni online, l’aumento dei licenziamenti (+7%) a fronte di una sensibile diminuzioni delle dimissioni (-9%).

«I dati del quarto quadrimestre – commenta Onofrio Rota - confermano che i provvedimenti del Governo in materia di occupazione hanno avuto un effetto positivo e consolidato. È anche vero che se vogliamo raggiungere i livelli pre-crisi dobbiamo dare maggiore slancio nella crescita economica. Per questo servono provvedimenti di politica economica sia nazionali che europei mentre il Veneto deve darsi da fare per rientrare a pieno titolo nella competizione del mercato globale. Per farlo deve aprirsi al mondo. Non più tardi di mercoledì scorso il leader della Repubblica di Cina, seconda potenza economica del mondo, ha proposto al presidente Mattarella una alleanza per dare vita alla cosiddetta Via della Seta, la più grande via commerciale del mondo: collegherà la Cina a Venezia».