Veneto. La Regione taglia a metà le risorse per tutelare le donne vittime di violenza

Giovedì, 10 luglio 2014

In Veneto lo scorso anno 1.269 donne si sono rivolte ai Centri ai Centri Antiviolenza gestiti da Associazioni del volontariato. Quest’anno a fine giugno erano già più di 800. Le donne non ci stanno più a subire e tacere e piano piano emerge la realtà di una violenza diffusa anche nella nostra regione dove, lo scorso anno, non sono mancati i casi di femminicidio.

I Centri Antiviolenza sono sempre più visti con un punto di riferimento sicuro e le Case per le vittime rappresentano spesso l’unica via di scampo ed un approdo che offre, anche se transitoriamente, sicurezza e protezioni. Una realtà quindi da incoraggiare e sostenere. Non la pensa così la Regione Veneto che- denuncia il Coordinamento regionale dei Centri Antiviolenza- ha deciso di imporre un brutale taglio alle risorse destinate ai Centri sulla base di una legge regionale approvato poco più di un anno fa. “Il finanziamento deliberato per il 2013– denuncia il Coordinamento in una lettera inviata a tutti i rappresentanti della Regione- per quanto esiguo e del tutto insufficiente è stato comunque un segno di attenzione che, nelle aspettative di quanti operano in tale ambito, sarebbe stato successivamente adeguato ai bisogni. Per il 2014 invece lo stanziamento viene addirittura dimezzato: da 400mila a 200mila per quest’anno”. Somma che non basta neppure a mantenere aperte le attuali strutture, nonostante il personale impegnato sia costituito da volontari. Eppure- affermano le associazioni-  crescono i casi di grave maltrattamento che richiedono la protezione immediata delle vittime e il loro collocamento in strutture idonee. Da qui la richiesta che la decisione di tagliare le risorse venga rivista e la richiesta di sostegno alle iniziative di protesta che si intendono mettere in campo.

Netta la presa di posizione di Franca Porto “La decisione della Regione di recidere su nascere l’azione dei Centri Antiviolenza e delle Case per le donne e i figli vittime di violenza è gravissima e la Giunta deve ritornare sui suoi passi cercando le risorse necessarie non solo a mantenere vivi questi punti di riferimento e protezione ma anche per rafforzarli ed estendere la loro azione. Altrimenti quelle contro la violenza sulle donne sono solo chiacchiere”.