Veneto. Ammortizzatori in deroga: fissate le regole per il 2014

Lunedì, 08 settembre 2014

Parti Sociali e Regione Veneto hanno sottoscritto oggi pomeriggio presso la Direzione Lavoro di Venezia l’accordo che delinea le regole per l’accesso agli ammortizzatori in deroga nel 2014. “Abbiamo dovuto attendere che il governo emanasse i nuovi criteri regolativi degli ammortizzatori - spiega Giulio Fortuni, Cisl Veneto- cosa che è avvenuta solo lo scorso 4 agosto con un apposito decreto interministeriale che però è in attesa di una circolare interpretativa, necessaria perché in alcuni punti sono poco chiari. L’accordo deve quindi considerarsi come ancora soggetto a possibili integrazioni ma non potevamo aspettare oltre”. Le novità, rispetto agli anni scorsi, sono tre.

La prima, introdotta dal governo per tenere maggiormente sotto controllo la spesa per questi ammortizzatori, prevede che a partire dal 1 settembre le aziende hanno 20 giorni di tempo, dal giorno in cui inizia la sospensione del lavoro, per presentare obbligatoriamente due domande di Cig in deroga: una all’Inps e una alla Regione (Agenzia Veneto Lavoro). La seconda, resa disponibile dal decreto di agosto, è che il ricorso alla Cig in deroga possa arrivare fino 11 mesi per l’anno 2014 e 5 mesi per il 2015 (precedentemente il comporto massimo era di circa 8  mesi).

Infine si è deciso di utilizzare il 5% delle risorse che il governo lascia alla discrezionalità delle singole regioni, per coprire la Cig in deroga presentata dagli studi professionali, dalle associazioni agricole, cooperative onlus, ecc, casistiche  che il decreto interministeriale invece esclude e per mantenere utile il requisito dei 90 giorni di anzianità in azienda per i lavoratori beneficiari (il decreto ammette solo quelli con almeno 8 mesi di anzianità).

“Abbiamo stimato – aggiunge il segretario regionale Cisl- che alla nostra regione dovrebbero essere assegnati in tutto circa 116 milioni di euro. Una somma che andrebbe a coprire al 100% il fabbisogno di Cig in deroga stimato per il 2014, comprese le deroghe che abbiamo inserito nella quota flessibile del 5%. Rimane per ora senza copertura economica la mobilità in deroga: sia le domande presentate a scavalco tra il 2013 ed il 2014 (circa 15 milioni di euro nel complesso) e che quelle del 2014. Le nostre proposte di riservare una quota almeno per chi, con la mobilità in deroga, approda alla pensione sarà definita con le altri parti sociali in un prossimo incontro. In tutti i casi continueremo a premere sul governo per ottenere risorse aggiuntive e i disoccupati possono continuare a presentare domanda per ottenere l’indennità”.

Sempre a proposito di Cig in deroga si deve registrare, nel primo semestre di quest’anno una forte riduzione del suo uso effettivo rispetto allo stesso periodo del 2013. Sono state infatti indennizzate ore di Cig per un totale di 50 milioni di euro, ben 36 in meno rispetto allo scorso anno. Un segnale che va preso, con le dovute cautele, come un fatto positivo presupponendo che meno Cig significhi soprattutto più lavoro. In questi giorni l’Inps ha avviato le procedure per liquidare alle aziende i primi 35 milioni di euro per la Cig in deroga di quest’anno.

in allegato Testo dell'accordo