Veneto: riordino, con sorpresa, delle province

Mercoledì, 31 ottobre 2012

Non assomiglia a nessuna delle mappe ipotizzate del nuovo Veneto quella decisa oggi dal governo  che ha concluso con la approvazione di un apposito decreto legge il percorso di riordino delle province, avviato con la legge di revisione della spesa pubblica.

La cartina geografica appostata nel sito del governo presenta una assetto imprevisto delle province venete: unificate Verona e Rovigo, unificate Treviso e Padova, restano come sono Belluno e Vicenza mentre sparisce quella di Venezia nel cui territorio si costituisce la Città Metropolitana omonima.

Dunque un Veneto con cinque province, così come l’Emilia-Romagna (oggi sono 9), il Piemonte (ora 8).

Nel complesso le province delle Regioni a statuto ordinario passano dalle attuali 86 a 51 (considerando anche le città metropolitane).  Il comunicato del governo non dice molto di più sui contenuti del testo di decreto licenziato ma tre paragrafi chiariscono alcune questioni importanti.

Il primo riguarda le città metropolitane che diventeranno operative dal 1° gennaio 2014. Tempi certi e cadenzati sarebbero stati delineati anche nel percorso verso le province nuove (istituzione elettive di 2° livello) ed infine si precisa anche il futuro degli uffici territoriali del governo nelle province unificate che, dice il comunicato del governo “è il primo tassello di una riforma più ampia che prevede la riorganizzazione degli uffici territoriali di governo (prefetture, questure, motorizzazione civile, etc  etc ) in base al nuovo assetto. Dunque anche gli altri uffici su base provinciale saranno di fatto dimezzati. Al termine di questo processo sarà possibile calcolare gli effettivi risparmi che comporterà l’intera riforma”.

in allegato il comunicato stampa del governo e la mappa del riordino