Veneto: più sfratti e nuove tasse per gli inquilini. Tornano però gli aiuti.

Giovedì, 19 giugno 2014

2014: anno meno nero per l’inquilino veneto povero? Potrebbe essere così se Governo, Regione e Comuni faranno bene il loro lavoro. Di certo è che anche il 2014 si sta delineando come anno di emergenza abitativa per migliaia di famiglie a basso reddito che vivono in affitto da privati.

Secondo i dati (ancora provvisori) pubblicati nei giorni scorsi dal Ministero degli Interni nella nostra regione gli sfratti eseguiti nel corso del 2013 sono più di 2.000:  il 20% in più rispetto all’anno precedente. Ma nella condizione di trovarsi a breve sulla strada ci sono almeno altre 5mila famiglie, tante sono (per la precisione: 5.199) quelle per le quali il giudice ha emesso lo sfratto ( il 15% in più sul 2012) e che si concentrano tra Verona  (1.522, + 30%), Vicenza (1.177, +10%) e Padova (1.038, + 8%).

Risultano in calo solo le richieste di esecuzione (l’opzione che esercita di proprietario quando, dopo che il giudice ha dato lo sfratto all’inquilino, chiede che questo venga eseguito dalla forza pubblica). Un calo che però è fittizio: il rapporto del Ministero specifica che si tratta di dati incompleti e quindi destinati a gonfiarsi.

Ciò che si conferma è che la grandissima parte degli sfratti è determinata dalla morosità dell’inquilino, cioè dalla sua incapacità a pagare il canone di affitto. Una tendenza in atto dal 2009, effetto, tra i più drammatici, della crisi occupazionale e della conseguente perdita di reddito.

Certamente non renderà la vita più facile a chi vive in affitto e già fatica a pagare la rata mensile l’obbligo, in vigore da quest’anno, di pagare direttamente anche una parte della TASI (la percentuale è a discrezioni del singolo Comune).  Consolazione (provvisoria) per molti inquilini il posticipo a fine anno della scadenza, visto che gran parte dei Comuni veneti non ha ancora deliberato in merito.

Un segnale positivo arriva invece sul fronte dei sussidi economici. Dopo due anni di sospensione torna disponibile il Fondo Affitti con una plafond nazionale di 100 milioni di euro di cui, al momento, solo la metà assegnati. E’ fresco di firma il decreto del Ministero delle Infrastrutture che ripartisce tra le Regione i primi 50 milioni: al Veneto ne spettano poco più 3,3 (destinati quindi a raddoppiare con la ripartizione della seconda tranche). Poi ci sono, sempre a livello nazionale, altri 36,7 milioni che dovrebbero andare direttamente nelle tasche di chi è sotto sfratto per morosità “incolpevole”, determinata cioè dalla perdita del lavoro o da gravi avvenimenti famigliari. Il Veneto dovrebbe beneficiarne per alcuni altri milioni di euro.

Per il segretario del Sicet regionale, Antonio Ceron, il problema però è quello di fare presto “Il governo è in gravissimo ritardo nella assegnazione sia dei secondi 50 milioni che di tutti i 36,7. Poi spetterà alla Regione Veneto integrare con risorse proprie il fondo e procedere al bando e quindi alla erogazione dei contributi. Più tempo passa meno efficace sarà l’aiuto che è già modesto. Per questo il prossimo 27 giugno saremo in piazza”.

Ma c’è un’altra importante scadenza che riguarda la Regione Veneto: entro fine mese deve inviare al Ministero delle Infrastrutture l’elenco degli alloggi ATER che, con piccoli interventi di sistemazione e ristrutturazione, possono tornare disponibili per essere assegnati. “Per questi interventi abbiamo ottenuto dal governo- spiega Massimo Petterlin, padovano e segretario nazionale del sindacato inquilini della Cisl- un fondo di oltre 567 milioni di euro. E’ un toccasana perché se ben speso potrà rimettere in condizioni di uso migliaia di alloggi popolari, anche in Veneto”. Petterlin non manca di criticare la Tasi per gli inquilini “è una tassa sul patrimonio: perché deve pagarla anche chi non ce l’ha?”.

 

 

Venezia, Mestre 19 giugno 2014