Veneto: nel 2012 oltre 17.000 gli inquilini sotto sfratto

Mercoledì, 05 giugno 2013

Il Ministero degli Interni ha reso noto ieri i dati relativi ai provvedimenti di sfratto attivati nel 2012.

Numeri che confermano come la crisi, oltre a produrre effetti devastanti sul lavoro e sul reddito delle famiglie, sia arrivata a mettere in discussione la possibilità per molti, italiani come immigrati, di avere una abitazione, seppure in affitto.

Venendo ai numeri che, sottolinea Guido Piran responsabile nazionale del Sicet, “riguardano solo i casi di “resistenza” dell’inquilino, casi che sono una parte, e non maggioritaria, degli sfratti effettivi che trova soluzione con il rilascio spontaneo dell’alloggio o un accordo tra le parti”. Secondo il rapporto del Ministero nel 2012 in Veneto la magistratura ha emesso 4.531 provvedimenti esecutivi di sfratto che vanno ad aggiungersi a quelli degli anni precedenti; dai titolari degli alloggi sono invece arrivate agli ufficiali giudiziari ben 12.271 richieste che lo sfratto (precedentemente disposto dal giudice) venga effettivamente eseguito. Infine gli ufficiali giudiziari hanno concretamente messo fuori di casa 1.793 inquilini. “Per avere un’idea delle famiglie interessate dagli sfratti lo scorso anno si possono sommare i numeri delle tre condizioni. Sono pochi infatti i casi in cui la procedura si completa nell’arco dell’anno. Per il Veneto si possono quindi stimare nel 2012 dai 16 ai 17 mila sfrattati”.

Sono numeri che magari non dicono molto se non li si confronta con quelli degli anni pre-crisi  che registravano una media di 2.000 provvedimenti emessi all’anno e lo stesso numero di richieste di esecuzione. “A parte la crescita delle quantità – commenta Antonio Ceron, segretario del Sicet Veneto- ciò che ci preoccupa di più sono anche le motivazioni con cui vengono emessi i provvedimento di sfratto: fino al 2008 erano numerosi (2 su 10 in media) quelli per finita locazione o per necessità del proprietario di utilizzare l’alloggio. Dal 2009 in avanti invece si tratta quasi unicamente di morosità dell’inquilino: non ci sono i soldi per pagare l’affitto. Una condizione in cui si trova chi ha perso il lavoro e, magari ha anche esaurito l’ammortizzatore sociale. Siamo di fronte ad una vera emergenza sociale”.