Veneto: matrimonio di Casse Edili

Martedì, 21 febbraio 2012

Il dado è tratto. Dopo 25 anni di vita separata le due casse edili artigiane venete hanno fatto il passo definitivo verso l’unificazione. L’accordo, che ha concretizzato una scelta evocata da anni, è stato sottoscritto in questi giorni e prevede che CEVA (la Cassa delle imprese alla CNA) e la CEAV (imprese della Confartigianato) dal prossimo 1ottobre diventino una unica Cassa. Un gruppo di lavoro misto sarà presto all’opera per predisporre in nuovo sistema organizzativo. Grande la soddisfazione in casa Filca Cisl “Una unica Cassa per tutte le imprese edili artigiane della nostra regione è un obiettivo che perseguiamo da anni- commenta Salvatore Federico, segretario della federazione- perché molteplici ne sono gli effetti positivi: meno burocrazia per imprese e lavoratori, risorse mutualistiche più consistenti, più efficienza e razionalizzazione delle professionalità e della gestione”. La Cassa Edile artigiana unica dovrebbe gestire circa 20 mila lavoratori ed oltre 5 mila aziende. Con questi numeri sarebbe in assoluto la più grande cassa artigiana a livello nazionale e tra le maggiori di tutto il sistema delle casse, industriali comprese.

Nel settore dell’edilizia, frammentato in migliaia di imprese, caratterizzato dalla incessante variazione del luogo di lavoro (il cantiere) e da salari basati sulla retribuzione oraria, le Casse Edili svolgono storicamente una funzione strategica nella tutela dei salari. Vengono infatti gestiti dalle Casse la gratifica natalizia, le ferie (per i soli dipendenti della aziende industriali), l’anzianità, le integrazioni di malattia ed infortunio. Consistenti anche i sussidi economici, soprattutto in materia di salute, erogati grazie alla mutualità. Sempre per le Casse passano le iscrizioni sindacali ed i relativi contributi associativi. Negli ultimi anni questi enti bilaterali sono stati chiamati a intervenire anche nelle procedure di controllo della legalità (DURC), di rispetto dei contratti di lavoro (Appalti Pubblici) e delle norme di sicurezza sul lavoro.

Uno dei fattori principali che hanno spinto le associazioni artigiane e sindacali a portare a conclusione il processo di unificazione è stato indubbiamente la crisi durissima che si è abbattuta nel settore dal 2008 ad oggi. “Ora – conclude Salvatore- puntiamo ad un obiettivo altrettanto importante: portare ad unificazione le 7 Casse Edili provinciali a cui fanno riferimento le imprese industriali. Anche questa separazione va superata”. In questo caso la Cassa Edile industriale del Veneto conterebbe su una base associativa di circa 45 mila lavoratori. Numeri su cui c’è tutto il peso della crisi che percorre dal 2008 l’intera filiera delle costruzioni: tra il 2009 ed il 2010 le 9 Casse Edili del Veneto hanno perso 5.700 iscritti pari ad un meno 8%.