Veneto: la Sanatoria per le badanti non decolla

Giovedì, 04 ottobre 2012

Ogni stima, anche la più prudente, sul numero di lavoratori stranieri che avrebbero regolarizzato la loro posizione in Italia tramite la Sanatoria 2012 sembra assolutamente esagerata rispetto al reale flusso delle domande di emersione arrivate al Ministero dell’Interno.

Il Veneto non fa eccezione. Alle 18.00 di ieri sera, le domande erano poco più di 4.000 e siamo già entrati nella terza delle quattro settimane (15 settembre- 15 ottobre) nelle quali è possibile presentare la domanda di emersione.

Diverse le spiegazioni che si possono dare. E’ possibile che si sia sovrastimato il numero degli stranieri irregolari. Un fatto comprensibile visto che è difficile contare ciò che non è visibile. Altre cause possono essere ricercate nelle modalità stesse di questa Sanatoria. La prima, ma non così rilevante, potrebbe stare nel costo della emersione: almeno 1.500 euro tra forfettario e contributi previdenziali minimi (colf part-time). Ma il vero ostacolo, come da subito denunciato dalla Cisl, è l’obbligo di dimostrare con un documento pubblico la presenza in Italia prima del 2012. “Che questo requisito escluda la gran parte delle vere colf e badanti lo dimostrano i numeri- spiega Maurizio Cecchetto, responsabile delle politiche per l’immigrazione della Cisl del Veneto- Se consideriamo le sole domande per regolarizzare colf e badanti, circa 3.600 in tutto il Veneto, quelle relative a cittadini di Ucraina sono 208  mentre sono 197 quelle di Moldavia. Poche decine poi quelle per le altre nazionalità dell’Europa Orientale da cui provengono queste lavoratrici”.

Queste lavoratrici infatti arrivano in Italia con un visto di ingresso Schenghen di breve periodo (uno - due mesi) passando per le confinanti frontiere di Polonia, Ungheria o Romania, dove il passaporto viene timbrato. Poi entrano nell’ombra evitando ogni possibile contatto con le istituzioni pubbliche italiane.

Alla Cisl del Veneto, che su questo problema ha anche scritto a tutti i ministri interessati, sono però arrivati in questi giorni dagli stessi ministeri  segnali di attenzione e considerazione al problema. “Ci aspettiamo che si arrivi rapidamente ad una interpretazione conclusiva della norma che permetta di sanare tutti i rapporti di lavoro in corso. Non possiamo lasciare famiglie, anziani e lavoratrici nella condizioni pericolosissima per tutti di clandestinità e lavoro nero”.