Veneto: il trasporto pubblico alla resa dei conti

Lunedì, 07 maggio 2012

Far girare autobus, treni locali, vaporetti e tram costa in Veneto più di un quarto di miliardo all’anno di risorse pubbliche (50 euro a testa, bimbi inclusi). In totale vengono percorsi poco più di 130 milioni di chilometri (costo al km euro 1,9). Grandi numeri quindi che però non giustificano la presenza di ben 37 gestori, particolarmente rigogliosi nel vicentino dove sono 11 e nel trevigiano 8  ed infine nel polesine dove operano in 5. Di questi 15 sono aziende a carattere pubblico. Il massimo della frammentazione rispetto sia agli abitanti/utenti serviti che dei km percorsi.

Poltrone da occupare, interessi locali da sostenere e sprechi, senza però avere spesso un granché di servizio. Insomma un trasporto pubblico, quello veneto, che spesso ha le gomme a terra o fa acqua (su quello ferroviario non serve aggiungere nulla).  Ora i nodi sembrano giunti al pettine. E’ stata l’Europa nel 2007 a imporre una riorganizzazione all’insegna della libera concorrenza con un regolamento recepito dal governo italiano nel 2009. A chiudere la partita ci ha pensato Monti con le norme sulla concorrenza nei servizi pubblici (pacchetto liberalizzazioni approvato a marzo con la legge 27): entro il 30 giugno si devono avere dei bacini di trasporto almeno di dimensione provinciale, ma si può anche fare di più. Sempre sulla logica dell’efficienza le Regioni possono decidere per macro-aree. Poi si provvede all’affidamento ex novo dei servizi.

Le premesse sono queste, e per il sindacato dei lavoratori dei trasporti della Cisl del Veneto (la FIT Cisl) queste sono finalmente le note giuste e ora bisogna metterle in un giusto spartito. Quello che proporrà nel convegno del prossimo 8 maggio a Mestre è di una semplicità esemplare: tre ambiti territoriali. Il primo è quello della grande area metropolitana (Pa.Tre.Ve) esteso fino alla montagna bellunese, poi il veronese fino al polesine ed infine Vicenza con l’area Pedemontana. Per ogni ambito una gara aperta per un servizio dato in affidamento per 9 anni. E poi ancora biglietto unico, bus sharing e coordinamento degli orari tra i diversi mezzi pubblici.