Veneto: i nuovi italiani senza cittadinanza sono più di 70.000

Giovedì, 24 novembre 2011

"Mi auguro che in Parlamento si possa affrontare anche la questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri.Negarla è un'autentica follia, un'assurdità. I bambini hanno questa aspirazione". Per il Veneto sono parole che hanno un loro peso.

Sul mezzo milione di cittadini che abitano nella nostra Regione infatti i minorenni nati in Italia sono oltre 72.000. Sui nuovi nati in Veneto sono una percentuale sempre crescente: dal 6% del 1999 al 22% del 2010. Un contributo eccezionale alla crescita demografica che, assieme a quello degli stranieri che acquisiscono la cittadinanza italiana, compensa da alcuni anni il trend negativo degli italiani “nativi”. E’ la stessa Regione Veneto a fornire questi dati tramite il Rapporto 2011 sull’immigrazione straniera presentato nello scorso mese di luglio dall’Osservatorio Regionale sulla immigrazione.

In effetti l’acquisizione della cittadinanza italiana per un cittadino straniero non proveniente dai Paesi dell’Unione Europea non è cosa facile, anche nel caso sia nato in Italia.

Il principio dello ius sanguinis, previsto dalla legge italiana, è alla base di regole restrittive e di procedure complesse (sulle quali poi grava poi la lentezza della macchina burocratica italiana oltre che, spesso, quella del Paese di origine) per l’ottenimento della cittadinanza, peraltro concessa con singolo provvedimento del Presidente della Repubblica. Non a caso le cittadinanze concesse a immigrati residenti in Veneto sono state nel 2010 non più di 8.500. Numero questo dove sono considerate anche quelle collegate al matrimonio misto (anche questo in progressiva aumento: dal 12% dei matrimoni nel 2001 al 21% del 2009) e quelle dei cittadini comunitari. Una situazione che lo stesso Presidente ha sottolineato ricordando che se la popolazione immigrata è aumentata dal 1991 ad oggi di 12 volte, gli immigrati divenuti cittadini italiani sono ancora relativamente pochi.

Nel caso degli stranieri nati in Italia le norme sono meno complicate ma comunque molto rigide. E’ necessario infatti che il minore sia sempre stato residente nel nostro Paese (basta un giorno di carenza e salta tutto) e che la domanda (in questo caso al Comune di residenza) venga fatta entro l’anno che intercorre tra il 18imo ed il 19imo.