Veneto: credito sotto Osservatorio

Lunedì, 02 novembre 2009
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Rimane alta la tensione tra le organizzazioni di rappresentanza e l'Abi, l'associazione delle banche italiane, in merito ai comportamenti di queste ultime verso i clienti in difficoltà a seguito della crisi, siano esse imprese che persone. La riunione dell'Osservatorio Regionale sul credito dello scorso venerdì 30 ottobre ha registrato anche le critiche delle Prefetture verso le banche e si sono registrate molte difficoltà nelle procedure e nelle tempistiche di attuazione degli impegni assunti nei vari protocolli. Questo nonostante l'inteso lavoro che i Consorzi Fidi delle associazioni imprenditoriali stanno svolgendo in stretto rapporto con le banche.
L'Abi veneta ha fornito alcuni dati relativi al mese di giugno che riscontrano una riduzione del credito alle imprese (-0,5%) ma, aggiungendo che la tendenza si sta invertendo. Nel contempo il credito alle famiglie (+2,7%) è stato definito "basso ma positivo". Le sofferenze sono aumentate (1,7% rispetto all'1.4%).
Sempre l'Abi, nel corso dell'incontro ha dichiarato che, "pur non essendo una istituzione di tipo assistenziale", ritiene suo interesse attuare le intese per alimentare il sistema delle imprese e di essere impegnata in questo senso. Da subito è stata dichiarata una disponibilità ad analizzare specifiche situazioni di difficoltà che venissero segnalate dalle Prefetture e dalle Parti Sociali.
Le Associazioni hanno viceversa denunciato immotivati aumenti degli spread a fronte della riduzione dei tassi di interesse.
È stato diffuso la fotocopia di un opuscolo " Reagire alla crisi: credito e liquidità per imprese e famiglie" (10 domande e 10 risposte) prodotto dal Ministero con la Cassa depositi e prestiti, l'Abi e la Sace, che è in fase di distribuzione (vedi allegato a fine testo).
Maurizio Cecchetto della segreteria Cisl del Veneto che ha partecipato all'incontro quale componente dell'Osservatorio ha evidenziato gli effetti della crisi sull'occupazione, in particolare "l'onda" che ci si aspetta nei prossimi mesi, non solo sotto il profilo della quantità delle famiglie con problemi di disponibilità economica dovuta alla riduzione del reddito a seguito del ricorso da parte di uno o più componenti agli ammortizzatori sociali, ma anche per gli effetti anche psicologici legati alla perdita del posto di lavoro.
"Abbiamo chiesto - ci dice Cecchetto- di affinare gli strumenti di sostegno al reddito dei lavoratori ed alle famiglie (dall'anticipo degli ammortizzatori alla sospensione dei mutui) e più coraggio verso le imprese con progetti industriali credibili".
Di rilievo le dichiarazione dei rappresentanti della Guardia di Finanza che hanno sottolineato due punti del rapporto presentato all'Osservatorio: la tendenza all'aumento della platea che si rivolge al credito illegale (usura), con le evidenti ricadute sulla criminalità organizzata e la tendenza all'aumento dell'illecito ricorso a concordati preventivi (anche al 6 - 7%) da parte di imprese che chiudono e riaprono "fregando" i fornitori e alterando il mercato.
In allegato
Reagire alla crisi: credito e liquidità per Imprese e Famiglie. 10 domande e 10 risposte. A cura di Abi e Sace

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