Veneto: a giugno rallenta la Cig ma non quella in deroga

Lunedì, 13 luglio 2009
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Nel Veneto la giugno la Cig ordinaria e straordinaria, supera i 5,7 milioni di ore autorizzate dall'Inps.
Il primo semestre del 2009 si chiude così con oltre 25 milioni di ore di Cig, un valore che negli anni scorsi si raggiungeva solo sommando due anni interi.
La provincia più colpita è Belluno con 4,5 milioni di ore, tante quante Padova e Treviso che possiedono però un apparato produttivo, industriale ed occasionale del triplo più consistente.
Sotto schiaffo rimane ancora l'edilizia, il settore metalmeccanico ed il tessile-abbigliamento.
La Cig di giugno segna però un passo indietro significativo rispetto al precedente mese di maggio: un milioni di ore in meno. Una riduzione che coinvolge tutte le province ad esclusione di Belluno dove, al contrario, si registra un aumento del 70%.

A queste ore di Cig se ne devono aggiungere circa altre 9,5 milioni nella forma di "deroga" e destinate soprattutto alle aziende artigiane e commerciali, senza dimenticare che questa contabilità è attiva dal 1 aprile scorso e non è dato di sapere a quante ore di lavoro perso ammontano le sospensioni attuate da queste aziende utilizzando la disoccupazione in deroga.

Una Cig che, in tutte le province, registra anche a giugno una ulteriore crescita delle domande che, nell'85% dei casi, riguardano sospensioni dal lavoro di dipendenti di aziende artigiane. Il 40% di questi è concentrato nella provincia di Vicenza.

Con questi dati, parziali, si raggiunge un totale di 34,5 milioni di ore richieste dalle aziende.
I lavoratori (equivalenti) coinvolti nel ricorso alla Cig, ordinaria, straordinaria possono essere stimati in circa 36 mila a cui si aggiungono i 16.600 interessati dalla Cig speciale in deroga.
Netto il commento di Franca Porto, segretaria generale Usr Cisl Veneto per la quale " il rallentamento della Cig a giugno è un dato che va preso con grande precauzione. Sia perché siamo sempre su numeri molto alti che per il fatto che questa riduzione delle ore può essere provvisoria o peggio ancora rappresentare anche passaggi dalla sospensione dal lavoro alla cessazione del lavoro. Va anche tenuto conto che continua invece a crescere la richiesta di Cig in deroga da parte delle piccole aziende, specie dell'artigianato" . Per la Porto "guai quindi ad abbassare, anche di un millimetro la guardia, e oltre agli ammortizzatori sociali, che insistiamo affinché vadano ancor più estesi e completati con i sussidi in deroga per chi ha perso il lavoro, servono anche urgenti misure per rilanciare la produzione e sostenere le aziende. Quindi opere pubbliche, riduzione del prelievo fiscale per lavoratori e pensionati, credito alle imprese".
Venezia- Mestre 13 luglio 2009

vedi allegato

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