Veneto: 59 morti sul lavoro nei primi 9 mesi del 2016

Mercoledì, 09 novembre 2016

Per il 2016 (dati fino a settembre) in Veneto sono stati 59 gli incidenti mortali sul lavoro; in termini di valore assoluto, questo dato posiziona la nostra regione tra quelle con il più alto numero di "morti bianche", seconda solo all'Emilia Romagna che ha registrato 70 vittime. Andando nello specifico (esclusi gli incidenti avvenuti nel percorso casa – lavoro), la nostra regione si posiziona però all'ottavo posto nella graduatoria relativa all'incidenza di incidenti mortali sugli occupati (con un indice di 28,3), valore molto più basso rispetto al Molise che occupa il primo posto (indice 70,4) e la Basilicata che, con un indice di 50, occupa la seconda posizione. Guardando ancora al Veneto, la provincia che registra il maggior numero di morti bianche è Vicenza con 14 vittime, pari al 39% degli occupati vicentini (più di 358mila). Ma nella graduatoria comprensiva di tutte le provincie italiane è Belluno ad occupare una posizione superiore, con il 20esimo posto (mentre Vicenza è al 27esimo) perché, sebbene i casi in totale nel bellunese siano “solo” 4, l'incidenza è molto più alta: 43% su 92mila occupati.
Per quanto riguarda i dati nazionali (elaborazione Vega su dati Inail) vi è stato però un decremento della mortalità rispetto allo stesso periodo del 2015, quando si contavano 856 vite spezzate, mentre tra gennaio e settembre 2016 se ne contano 753, pari ad un 12,3% in meno. Degli 856 incidenti mortali 549 sono avvenuti durante il lavoro, mentre 204 nel percorso casa – lavoro. L'identikit del lavoratore maggiormente esposto ad un incidente potenzialmente mortale (secondo le elaborazioni dell'osservatorio Vega Engineering di Mestre) è quello di un maschio italiano di età compresa tra i 45 e i 54 anni occupato nel settore delle costruzioni. Sebbene i dati diano solo una fotografia di quello che succede in Italia, e nella nostra Regione nello specifico, rimangono comunque dati allarmanti dal momento che le direttive europee chiedono una tendenza allo zero. I numeri ci dicono che purtroppo siamo ben lontani dal raggiungimento di questo obiettivo e che di strada da fare ce n'è ancora molta.