Turnisti case di riposo venete: basta persecuzioni

Venerdì, 21 ottobre 2011

I circa 6.000 tra infermieri e operatori socio-sanitari che garantiscono l’assistenza nelle giornate festive infrasettimanali in oltre cento case di riposo di tutto il Veneto stanno subendo dal 2009 un’inspiegabile decurtazione in busta paga.

Dal 1 gennaio 2009, infatti le Ipab (istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza) del Veneto si limitano a corrispondere l’indennità di turno senza pagare le ore lavorate in giornate festive infrasettimanali. In questo modo ai turnisti non viene più riconosciuto il compenso che spetterebbe loro in questi casi: oltre 50 euro per ogni giornata festiva (complessivamente 9 ogni anno, compreso Natale e Pasqua) infrasettimanale di lavoro. Devono cioè lavorare gratis.

Come se non bastasse le stesse Ipab ora minacciano di recuperare le somme già corrisposte a questo titolo dall’anno 2000 in avanti. Se così fosse i lavoratori che hanno stipendi che girano intorno ai mille euro al mese si troverebbero trattenute somme variabili dai tre ai cinque mila euro pro-capite.

“Sin dall’inizio di questa triste vicenda – spiega Marj Pallaro, segretaria Cisl-Fp Veneto – siamo stati vicini ai lavoratori: abbiamo da subito proclamato lo stato di agitazione in tutte le case di riposo raccogliendo oltre un migliaio di firme a sostegno dell’iniziativa. Poi abbiamo organizzato una manifestazione  per consegnare all’assessore al Sociale le firme raccolte e quindi coinvolto su questo problema anche il nuovo assessore che ci ha dichiarato il pieno sostegno”. E’ stato quindi percorso tutto l’iter per arrivare ad una soluzione pacifica della questione, ma ogni tentativo è stato vano.

“Tutti sanno – prosegue la sindacalista - che non è nella natura della CISL portare le vertenze in tribunale ma, di fronte a situazioni come queste, non ci rimane altra strada percorribile. In questi giorni verrà depositata la causa in tutte le sedi giudiziarie competenti. L’altissima adesione dei lavoratori dimostra in che misura l’interpretazione di questa norma contrattuale sia stata ritenuta lesiva della dignità degli stessi operatori. E’ una questione di principio, non lasceremo niente di intentato per tutelare i nostri iscritti”.