Treviso: in Veneto si dialoga sul futuro dell’Italia

Martedì, 16 febbraio 2010
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Il Nord Est ha oggi importanti responsabilità e opportunità: essere volano tra le due direttrici: l'Est da una parte e il Mediterraneo dall'altra. Questo il tema centrale di "Dialogo a Nord Est, sul futuro dell'Italia tra Europa e Mediterraneo", il libro scritto a quattro mani dal Ministero Maurizio Sacconi e dall'ex ministro Gianni De Michelis, edito da Marsilio. La presentazione è avvenuta lunedì sera davanti ad un migliaio di persone a Treviso nel corso di un convegno organizzato da Unindustria e moderato da Paolo Feltrin. "Un libro che pone delle linee guida innovative - ha detto nella presentazione Alessandro Vadanega, presidente Unindustria Treviso - perché invita a progettare un modello di sviluppo non solo territoriale ma anche europeo, con la costruzione di una macroregione che sia competitiva, vivibile e su sala mondiale". Il Nord Est deve quindi proporsi come snodo di tutto quello che passa ad Est e a Sud dell'Europa, cominciando dalle risorse energetiche. "La politica non può prescindere nei suoi interventi, dalle politiche energetiche - ha detto Paolo Scaroni, amministratore delegato Eni -. Dalla Russia arriva il 25% del gas di cui necessitiamo in Europa, un altro 25% lo produce l'Unione Europea, il resto arriva da Libia, Algeria ed Egitto. In Italia perciò potremo vivere senza il gas russo, ma la realtà diversa perché ci sono in Europa almeno 8 paesi che non possono prescindere da tale risorsa. Nel Nord Africa ci sono gasdotti importanti per l'Italia che è uno dei paesi più garantiti. Anche questa disponibilità con la ripresa sarà una risorsa da sfruttare". "Nello sviluppo di questo territorio - ha commentato Ferruccio De Bortoli, direttore del "Corriere della Sera" - c'è stata una certa miopia da parte delle grandi imprese al momento dei grandi investimenti. Al contrario di ciò che ha fatto invece la piccola e media impresa è stata il tessuto che ha permesso al Nord Est di andare avanti. Il suo ruolo è stato quindi fondamentale anche se a livello politico non ha avuto il peso e la considerazione che meritava". "Un libro che permette di guardare avanti - ha aggiunto Raffaele Bonanni, segretario generale Cisl -. In questo momento di difficoltà abbiamo dialogato bene con il Governo. Sono stato con Sacconi fautore dei contratti di solidarietà che altri non utilizzavano, e che invece rappresentano uno strumento da usare per uscire meglio da questa crisi che stiamo vivendo. Questo è successo anche perché per la prima volta con gli imprenditori abbiamo obiettivi comuni; e questo ha condizionato il governo. Arrivare ai tavoli tutti d'accordo, infatti, ha facilitato le azioni. Restano però aperte le questioni fiscale e del credito, due tematiche che avranno un gran peso al momento della uscita dalla crisi". "Un utile strada può essere quella di ridare un ruolo alle persone anziane - ha aggiunto Angelo Ferro presidente della Fondazione Opera Immacolata Concezione Onlus a cui verranno destinati i proventi del libro -. E' stato infatti valutato che il Pil potrebbe crescere di qualche punto percentuale se invece di assistenzialismo, si parlasse di servizio per le persone anziane". "Mi auguro che questo libro possa aprire una discussione - ha spiegato De Michelis -. Questo Nord Est 20 anni fa sembrava dovesse diventare il centro dell'Europa, adesso sta rischiando invece di esserne solo periferia. Dobbiamo perciò rimetter in moto il tema della competitività per non perdere anche questo treno". Il concetto è stato anche ripreso dal Ministero Sacconi nelle conclusioni. "Dobbiamo pensare ad una nuova stagione di crescita e sviluppo in cui il Nord Est si ponga come interlocutorie con la Russia ad Est e con il Nord Africa nel Mediterraneo. Cina India e Brasile, infatti sono tre mercati emergenti ed il Mediterraneo può diventare il quarto. Quindi il Nord Est non può chiudersi in se stesso. Abbiamo di fronte a noi la possibilità di prendere il treno dei grandi cambiamenti, e qui deve intervenire la politica. Serve un Veneto forte che corra assieme ad una leadership politica altrettanto forte perché non succeda, come negli anni 90, che dopo la caduta del muro, non siamo stati in grado di recepire i mutamenti. Questa seconda chance non possiamo lasciarcela sfuggire".

Monica Borga

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