Terremoto. Pegoraro (FNS): i vigili del fuoco del Veneto sono già sul posto

Mercoledì, 24 agosto 2016

Sono partiti già stamattina presto dalle caserme del Veneto le prime unità dei Vigili del Fuoco chiamate ad intervenire nell’opera di soccorso nei paesi devastati stanotte dal terremoto che ha colpito il territorio tra il Lazio e le Marche. «Saranno sul posto a breve - conferma alle 15.00 Stefano Pegoraro, segretario regionale per il Veneto della FNS Cisl - Federazione dei lavoratori della Sicurezza – e poi verranno smistati nelle diverse località dove c’è bisogno di intervenire».
Al momento si tratta di 25 unità su 5 automezzi del Comando di Venezia appartenenti all’USAR (acronimo per Urban Search And Rescue) specialisti nel recupero di persone in ambienti profondi, in questo caso superstiti o, purtroppo, vittime rimaste sepolte sotto le macerie del crolli. Tra questi anche 3 unità cinofile. Dovranno individuare, anche con sonar e altri strumenti, le persone e, scavando cunicoli sicuri, portarle in superficie. Altre 9 unità con 4 automezzi sono partite da Verona, tutti specialisti GOS (Gruppi Operativi Speciali) a cui spetta il compito di rimuovere le macerie con macchine di movimentazione terra . «Un lavoro che richiede una altissima attenzione e precisione – sottolinea Pegoraro – perché anche il solo sollevare polvere potrebbe pregiudicare la vita dei feriti».  In viaggio verso il Centro Italia anche 20 vigili del fuoco di Treviso per i MSL, Moduli Sostegno Logistico, che devono approntare un campo completamente autonomo dove alloggiare il personale impegnato nell’attività di soccorso. Sul piede di partenza infine la Colonna Mobile di Padova, con 10 unità anch’esse operative nella logistica. E’ già in sorvolo l’elicottero dei VVF del Veneto per una verifica della situazione «Il terremoto - spiega Pegoraro - ha colpito un’area montuosa già difficile da raggiungere e dove si sono moltissime case e gruppetti di abitazioni isolate e distanti dai centri abitati principali. Solo dall’alto si può avere in tempi rapidi, come richiede questa prima fase dei soccorsi, una visione completa dei danni e quindi delle necessità di intervento».