Solidarietà Veneto. Tutti i numeri del 2016

Venerdì, 03 febbraio 2017

Ottimi numeri quelli presentati oggi ai media dai vertici del Fondo Solidarietà Veneto relativi all’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle. Miglior incremento di iscritti dal 2007 quello raggiunto nel 2016. 3.300 (+4%) i nuovi iscritti al Fondo. Una crescita diffusa e omogenea in tutto il territorio veneto «grazie anche alla presenza capillare degli sportelli informativi – precisa Andrea Tomat (Presidente Solidarietà Veneto) - 44 in totale, 5 nuovi solo nel 2016, che permettono un contatto diretto e maggiore vicinanza con i nostri iscritti». Il metalmeccanico è il settore più rilevante in Solidarietà Veneto: rappresenta il 37% degli aderenti, percentuale che potrebbe alzarsi ancora di più il prossimo anno anche alla luce del contratto rinnovato che ha incrementato la contribuzione alla previdenza complementare. Cresce la percentuale di chi iscrive i propri familiari a carico: 26% in più rispetto al 2015, segno di una nuova cultura della previdenziale “familiare” anche nei confronti dei più piccoli. Una sorta di nuovo “libretto dei risparmi”. Esemplificativo il caso del più giovane iscritto di appena 9 giorni: la foto dell’intera “famiglia Solidarietà Veneto” è stata proiettata durante la conferenza stampa. «Per il quinto anno consecutivo – aggiunge Paolo Stefan Direttore Solidarietà Veneto – i rendimenti rimangono positivi per tutti i quattro comparti di investimento». Oltre a questo, il tetto patrimoniale gestito ha superato il miliardo di euro, di cui circa 70milioni (7%) sono investiti nel sistema paese, in linea con gli investitori istituzionali degli altri paesi europei. Non per ultimo, è stato ricordato il premio Country Awards assegnato a Solidarietà Veneto lo scorso primo dicembre a Berlino come miglior fondo pensione italiano durante l’IPE (la conferenza europea fondi pensioni). Onofrio Rota ricorda che «aderire al fondo può essere anche una porta d’accesso più semplice per la pensione anticipata: invece di ricorrere al prestito bancario per gli anni che separano dalla pensione effettiva, le persone potranno utilizzare i soldi accantonati negli anni con la previdenza complementare».