Solidarietà Veneto presenta il proprio Report

Venerdì, 20 novembre 2009
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Dopo lo sparo ad alzo zero dell'ultima puntata di Report, la trasmissione di inchiesta di Rai 3, sui Fondi Pensione che portava l'eloquente titolo "Com'è andata a finire? Le mani sulle pensioni" il Fondo Solidarietà Veneto ha presentato i conti dettagliati della sua gestione e dei risultati ottenuti in questi ultimi mesi, quelli che hanno visto il crollo della Borsa mondiale.
Per i responsabili del Fondo, che oggi gestisce il risparmio previdenziale di oltre 45 mila lavoratori occupati in Veneto (autonomi compresi), il rischio di queste trasmissioni che mettono in evidenza solo una parte della gestione Fondi contrattuali è quello di creare immotivate apprensioni tra chi vi ha aderito e diffidenza e pregiudizio tra chi non lo ha ancora fatto.
"Non si fa così un buon servizio ai lavoratori- ci dice il direttore del Fondo Franco Deotti- specie quelli con meno anzianità lavorativa, che senza la pensione complementare non potranno certamente contare su di un reddito adeguato da pensionati".
I pezzi mancanti dal servizio di Report sono tanti e tali da deformare la realtà delle cose: manca il vantaggio del contributo aziendale, il risparmio fiscale (immediato), la tassazione ridotta sui rendimenti (che il Tfr non ha), la disponibilità dell'accantonamento (molto più ampia del Tfr). Si è omesso di dire che l'iscritto può scegliere il tipo di comparto su cui investire i propri soldi, compreso quello cosiddetto "Garantito" appunto perché garantisce lo stesso rendimento del Tfr (più la quota aziendale, il risparmio fiscale immediato e sul rendimento, ecc.).
In effetti poi, anche nei comparti più a rischio, solo una parte del risparmio viene "giocato in Borsa" e tuttavia non così allo sbaraglio come si vorrebbe far intendere.
I concreti risultati economici di Solidarietà Veneto sono, a questo punto, conclusivi.
Prendendo ad esempio la posizione contributiva di un lavoratore (stipendio medio) che si è iscritto al fondo il 30 giugno 2007 (alla fine del semestre del silenzio-assenso) versando tutto il Tfr e confrontandola con quanto avrebbe reso il suo Tfr se tenuto in azienda i dati parlano chiaro.
A settembre di quest'anno, a fronte di una rivalutazione del Tfr in azienda pari a 50 euro, questo lavoratore si trova ad avere dai 1.060 ai 1.230 euro (in base al tipo di comparto scelto) in più grazie al rendimento finanziario (anche quello più esposto in Borsa ha reso più del Tfr), agli sgravi fiscali e al contributo aggiuntivo dell'azienda.

Allegato: nota_report

previdenza complementare, Fondo Solidarietà Veneto