Sfratti: in Veneto nel 2012 oltre 12.000 richieste di esecuzione

Lunedì, 09 settembre 2013

E’ sempre più grave l’emergenza sfratti in Veneto. I dati del Ministero degli Interni, aggiornati al 2012, rappresentano una realtà drammatica. I provvedimenti di sfratto emessi dall’autorità giudiziaria sono stati 4.531, di cui 4.329 per morosità dell’inquilino. Le richieste di esecuzione (è il proprietario dell’alloggio a richiederle dopo che il giudice ha intimato lo sfratto) sono state 12.271, infine gli sfratti eseguiti sfiorano i 1.800 casi. E’ l’effetto della crisi, sottolinea il Sicet, il sindacato inquilini vicino alla Cisl: le famiglie (quelle in affitto si basano soprattutto su un reddito da lavoro dipendente) non riescono più a pagare la locazione perché hanno perso il lavoro e magari anche gli ammortizzatori sociali. Basta guardare il grafico che fotografa l’andamento delle procedure di sfratto dal 2001 al 2012. Rispetto alla media di 2.500 richieste di esecuzioni per anno del periodo 2001-2008 si registrano un primo balzo in alto nel 2009 con 3.600 casi che diventano 4.000 l’anno successivo per triplicare nel 2011 e nel 2012. “Dal 2009 al 2012 le richieste di eseguire lo sfratto sono state in totale 32.060, il doppio degli 8 anni precedenti- conferma l’Ufficio Studi della Cisl del Veneto- e possiamo stimare che riguardino almeno 100.000 persone, tra adulti e minori: messe insieme fanno una città di notevoli dimensioni per la nostra regione”. Una interpretazione confermata dallo stesso Ministero degli Interni: da una media di un provvedimento di uno sfratto per ogni 650 famiglie residenti fino al 2008 si è arrivati con la crisi ad una media di uno sfratto ogni 450 famiglie. Va anche sottolineato che la richiesta di esecuzione viene fatta dal proprietario dell’alloggio quando l’inquilino sfrattato non abbandona l’alloggio. La “resistenza” allo sfratto dimostra che le famiglie non sono in condizioni di cercare un altro alloggio.

Le condizioni peggiori si concentrano però nelle grandi città. Per il Veneto le informazioni riguardano le province di Venezia e Verona. La provincia scaligera rientra oltretutto tra quelle con un tasso di sfratto superiore alla media nazionale: uno ogni 327 famiglie (la media nazionale è di 375). Nello specifico si tratta di 1.177 provvedimenti di sfratto emessi, 362 richieste di esecuzione, 108 sfratti eseguiti (i dati sono però incompleti). In provincia di Venezia le cifre del Ministero (il rapporto evidenzia però una lunga serie di dati incompleti) indicano due dinamiche opposte. I provvedimenti di sfratto emessi nel 2012 (161) come pure nel 2011 (159) sono in calo rispetto agli anni precedenti (media 400) mentre si moltiplicano per 20 le richieste di esecuzione: da una media di 400 fino al 2010 alle oltre 9.000 nel 2011 e 2012.

“Stiamo pagando anni di disinteresse a tutti i livelli nazionali e locali verso il problema casa- commenta Franca Porto, segretaria Cisl Veneto- come se tutti potessero comprarsene una. I piani per l’edilizia popolare non hanno mai avuto adeguati finanziamenti come insufficienti sono stati i provvedimenti per incentivare i proprietari a dare in affitto gli alloggi altrimenti inutilizzati. Sono stati poi cancellate i finanziamenti per sostenere i costi degli affitti per gli inquilini a basso reddito.

Anche la Regione Veneto non ha dato fino ad oggi alcun segnale di voler intervenire con determinazione e tempestività per dare risposte a questa emergenza nonostante le sollecitazioni e le richieste avanzate dai sindacati, compresi quelli degli inquilini”. Per la segretaria della Cisl questa situazione è destinata ad aggravarsi anche per il fatto che sono decine di migliaia i lavoratori che da mesi aspettano di ricevere i soldi della Cig e della mobilità in deroga mentre molti altri ancora hanno perso il diritto a questi sussidi senza trovare una nuova occupazione.