Santini: l’art.8 (della manovra) non fa male al 18 (dello Statuto)

Lunedì, 05 settembre 2011
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Il segretario aggiunto della Cisl, Giorgio Santini, in Veneto per partecipare al Consiglio Generale e alla manifestazione della Cisl di Belluno ha fatto il punto sulla manovra di assestamento finanziario in una conferenza stampa tenutasi presso la sede Cisl del Veneto.

Santini ci ha rilasciato questa intervista che pubblichiamo integralmente

Dunque si può licenziare più facilmente come si dice ne giornali?

No, assolutamente no. Chiariamo: l'articolo 8 riguarda gli accordi aziendali.  Da più forza ai rappresentanti sindacali in azienda a realizzare accordi anche innovativi quando le aziende sono in crisi o debbono effettuare grandi investimenti. Il riferimento ai licenziamenti individuali è indiretto e, per quel che ci riguarda, non sarà mai utilizzato da nessuno. Sottolineo anche abbiamo ottenuto che abilitati a fare accordi aziendali che deroghino dalle norme contrattuali e di legge nazionali sono esclusivamente Cgil, Cisl e Uil e i Rappresentanti sindacali aziendali di queste tre Confederazioni e che gli accordi sono validi se approvati dalla loro maggioranza. Quindi niente sindacati di comodo e niente contratti pirata (ne abbiamo avuti anche in Veneto qualche anno fa). E non ci sono motivi perché noi si accetti norme che tolgono tutele come quelle sui licenziamenti, compreso quelle dell'art.18. Infine questo aspetto di deroga non è neppure applicabile concretamente.

Per quale motivo in una manovra di tipo economico ne è stata inserita una sulla contrattazione?

E' una delle richieste che ha fatto la BCE nella sua lettera inviata al governo. Hanno ritenuto, non noi, di rispondere in questo modo. Ma al di la di questo la possibilità di fare contratti in deroga è stata indicata dagli accordi tra le Parti Sociali del 2009 e ancora meglio del 2011 (in questo caso anche con CGIL).

Lo sciopero della Cgil di domani

Sciopero sbagliato. Il 4 di agosto, prima ancora della BCE, tutte le Parti Sociali, Cgil compresa, hanno chiesto al governo e al Parlamento di disporre una manovra aggiuntiva, rapida ed efficace, per mettere in ordine i conti pubblici e rilanciare lo sviluppo. Dare ora un messaggio che rompe la coesione sociale e, poco o tanto, danneggia quel poco di lavoro che c'è, non va proprio bene. Ci sono molti modi di protestare. Noi lo abbiamo fatto, lo stiamo facendo e lo faremo. E mettiamo su conto di questa azione di pressione responsabile il ritiro di alcuni provvedimenti come quello sulle pensioni, sulla 13^ dei lavoratori pubblici, sulla cancellazioni delle feste nazionali.

Cosa significa per la Cisl "mettere più equità nella manovra"?

Faccio tre esempi. Il primo riguarda i costi impropri della politica. Ridurli può forse non determinare grandissimi risparmi ma darebbe sicuramente un grande risultato di coerenza e quindi di autorevolezza per chi deve governare la crisi anche chiedendo sacrifici. Alcune risposte le abbiamo avute (taglio parlamentari e province) ma vogliamo tempi brevi e certi di concretizzazione.

Poi le tasse. Le blande misure iniziali anti evasione sono state potenziate, anche grazie alle proposte dell'opposizione. Ma si può fare molto di più: tracciabilità e lotta all'evasione immobiliare (un milioni di abitazioni clandestine).

Infine la regola per cui chi ha di più. Quindi l'IVA si aumenta solo se c'è una riduzione Irpef sui redditi di lavoro e pensioni, il contributo di solidarietà (magari corretta) andrebbe ripristinato e poi una patrimoniale per chi ha significative sostanze, da un milione in su.

Manovra 2011-2014