Santini: abbiamo un governo che non è in grado di governare

Venerdì, 28 gennaio 2011
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Giorgio Santini ha avuto oggi il primo incontro, nella sua nuova  veste di Segretario Generale aggiunto,  con il gruppo dirigente della Cisl veneta.  L'occasione è stata data dalla convocazione del Consiglio Generale regionale che ha tenuto la sua sessione a Venezia. A Santini abbiamo posto alcune domande.

La Cisl è qui a Venezia a discutere, la Fiom in piazza a Padova

Non condividiamo questa manifestazione della  Fiom che, peraltro è legittima.  Il sindacato oggi ha bisogno di unire le proprie energie, anche dentro la stessa Cgil. Ha bisogno di unità per fare quelle tante cose che servono e che sono davvero importanti: il lavoro che manca, la necessità di fronteggiare una paralisi politica che è purtroppo esplicita. Ci vuole un sindacato che sappia stare, nella sua diversità, insieme e non rivendicare in modo solitario e perseguire una propria strada e magari troppo legate a spinte politiche che sindacali. La Cisl comunque andrà avanti nel suo impegno di affrontare con concretezza questi problemi cercando la massima condivisione e stimolando chi ha la responsabilità politica nelle Regioni ma innanzitutto nel governo nazionale a dare una prospettiva alle tante persone che oggi pagano duramente la crisi. Pensiamo ai cassaintegrati, ai disoccupati e alle decine di migliaia di giovani che non vedono un futuro.

La crisi però avanza

La crisi è insidiosissima e nessuno sa quanto durerà. Siamo già al terzo anno di crisi conclamata. La cig è ancora a livelli altissimi. Abbiamo ottenuto con i denti la proroga degli ammortizzatori sociali in deroga per tutto il 2011: una misura necessaria ma non più sufficiente. Oggi partiamo da qui. Dobbiamo infatti imporre politiche per il lavoro di qualità diversa per ricostruire una prospettiva per il lavoro: far incontrare domanda ed offerta, dare percorsi credibili ai giovani, dove possibile utilizzare i contratti di solidarietà e poi non avere paura di parlare di investimenti, sviluppo e produttività.

Che peso ha la vicenda Fiat ?

La vicenda Fiat, al di la delle polemiche, insegna una cosa: questo Paese ha un futuro solo se saprà ancora attrarre investimenti privati ma anche mettere in campo investimenti pubblici sui beni fondamenti: ad esempio sull'istruzione, infrastrutture, ambiente. Questa è la sfida da vincere che, purtroppo, è tutta caricata tutte sulle spalle del lavoro e delle imprese. Manca, clamorosamente, la politica che, da mesi è paralizzata su vicende che, se non fossero, come sono, tragiche, sarebbero ridicole. A questo punto serve tutta la nostra forza sindacale ed una forte coalizione con le imprese per dare un futuro al lavoro ma anche al Paese.

 

Giorgio Santini, eventi Cisl