Sanatoria: prorogare i termini e modificare le regole

Martedì, 29 settembre 2009
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"Vanno prorogati o riaperti i termini di scadenza (previsti per domani 30 settembre) della sanatoria per colf e badanti e nel contempo il governo deve anche modificarne le regole di accesso".
E' questa la posizione della Cisl del Veneto, espressa da Maurizio Cecchetto, segretario regionale con delega alle politiche per l'immigrazione, dopo aver preso atto dei dati , aggiornati al 28 scorso, sull'afflusso delle domande che il Ministero dell'Interno ha pubblicato nel suo sito.
"In questi ultimi giorni c'è stato una crescita delle domande che probabilmente porterà intorno alle 250 mila il loro totale. E' un fatto positivo ma ancora ben lontano dalla emersione completa del lavoro domestico svolto da lavoratori stranieri senza permesso di soggiorno per lavoro, i cosiddetti clandestini- precisa Cecchetto, che prosegue " di tutte le domande presentate solo 20 mila, meno del 10%, hanno rinunciato alla istanza presentata nel Decreto Flussi 2007, questo fatto potrebbe significare che i lavoratori sanati sono aggiuntivi e che i vecchi del Decreto Flussi rimarrebbero ancora clandestini".
Per il dirigente della Cisl del Veneto le regole stabilite dal governo per beneficiare della sanatoria si sono dimostrate una cruna dell'ago per la quale devono passare datori di lavoro e lavoratori talmente stretta che gli esclusi sono moltissimi e spesso per i motivi più banali mente a passarci più facilmente potrebbero essere stati i più furbi o fortunati.
Un euro di reddito in più del datore di lavoro può destinare alla clandestinità o alla regolarità una colf, così come il cambiamento o la perdita del datore di lavoro nel periodo aprile - settembre.
Il ministero dovrà anche dare una spiegazione delle forti disomogeneità territoriali sulla presentazione delle domande: la provincia di Caserta (che conta su 900.000 mila abitanti) è arrivata a 5.800 domande mentre nel Veneto tutte le province che superano la soglia dei 900.000 abitanti come Venezia, Verona e Padova, come scrive Massimo Favaro nel Corriere del Veneto di oggi, hanno presentato, nell'ordine: 3.651, 4.107 e 3.619 domande. A seguire, Vicenza con 3.213 domande, Treviso 2.565, Rovigo 824 e, fanalino di coda, Belluno con 271.
"Ci ripetiamo- conclude Cecchetto- non è immaginabile di lasciare migliaia di famiglie e di lavoratori in balia delle nuove norme sulla sicurezza per le quali vengono considerati alla stregua dei criminali".

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