San Benedetto: ristrutturazione ma senza vuoti a perdere

Giovedì, 22 ottobre 2009
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E' con un no senza titubanze quello che il sindacato e le RSU rispondono all'annuncio della direzione aziendale della San Benedetto di fare ricorso, per due anni, alla Cig straordinaria, a partire dal primo gennaio 2010. Una Cigs che coinvolgerà 189 lavoratori, pari a circa il 20% degli occupati, dello stabilimento di Scorzè in provincia di Venezia, 75 dei quali impiegati e addetti ai servizi e 114 addetti alla produzione, in maggioranza operai.
L'azienda ha motivato il ricorso alla Cigs con la necessità di dare avvio ad un ampio progetto di riorganizzazione e ristrutturazione interna allo stabilimento finalizzata ad ottenere un incremento della produttività e quindi della competitività dei suoi prodotti e marchi nei mercati internazionali delle acque minerali e delle bibite.
Genericamente la direzione ha accennato ad incentivi per l'esodo, a percorsi di riqualificazione per una parte dei lavoratori e alla mobilità interna.
"Questa decisione dell'azienda - commenta Piero Scomparin segretario della Fai di Venezia- giunge come un fulmine a ciel sereno. Tanto che la reazione dei lavoratori è stata immediata con scioperi e picchetti". Ci spiega Romano Cagnin, della Cisl e coordinatore della RSU a Scorzè che nel corso di quest'anno alla San Benedetto si sono mantenuti gli stessi volumi di produzione del 2008 senza però l'apporto lavorativo di 200 stagionali che non sono stati riassunti e con un organico dei fissi ridotto di circa 40 unità a seguito del rimpiazzo del turn over. "Da mesi- prosegue Cagnin- in ogni linea di produzione, dove prima si lavorava in 7 persone, si opera in 4, massimo 5, operai. I carichi di lavoro sono aumentati in modo spropositato e con essi lo stress con effetti negativi anche sulla sicurezza".
Benzina sul fuoco dunque questa richiesta di Cig "è la prima nella storia dell'azienda- ci conferma Piero Scomparin- e questo può anche spiegare una parte della apprensione con cui i lavoratori hanno accolto questa notizia. In effetti quello che contestiamo all'azienda è che prima di parlare di Cig e annessi si deve discutere sul piano di ristrutturazione e capire dove l'azienda vuole arrivare". Un ragionamento che viene ripreso anche da Cagnin "l'azienda ci ha informato della domanda di Cigs nel mentre eravamo in stato di agitazione a causa di un ulteriore aumento dei carichi di lavoro e del comportamento scorretto ed irrispettoso di alcuni capi nei confronti dei lavoratori della loro area. Su quest'ultima questione abbiamo accolto con grande soddisfazione l'entrata in vigore, proprio la scorsa settimana, del Codice di Condotta alla San Benedetto. Ma non così è per il modo con cui l'azienda ha operato sul resto dei problemi".
Conclude Scomparin "noi non siamo contrari alla ristrutturazione se questa porta ad un rilancio della San Benedetto e alla acquisizione di nuove quote di mercato, ma vogliamo partecipare attivamente alla sua definizione e soprattutto garantirci che non vengano messi in discussione i livelli occupazionali e si trovi una soluzione sui carichi di lavoro. Con queste intenzioni andiamo sia in assemblea con i lavoratori che all'incontro con l'azienda"

Fai Cisl