Sakineh. Porto: non fermiamoci

Giovedì, 09 settembre 2010
cisl-veneto-sakineh

La Cisl del Veneto ha accolto con grande soddisfazione la notizia che le autorità iraniane hanno fermato l'orologio della procedura che porterebbe Sakineh Ashtiani ad una morte atroce.

Ad esprimere il pensiero del sindacato di via Piave è la segretaria Franca Porto "La decisione di sospendere la sentenza di condanna a morte, con lapidazione, di Sakineh ci riempie di speranza. La speranza che questa condanna venga cancellata e che, questa donna (una comune cittadina) abbia salva la vita che le si voleva togliere. La speranza che la mobilitazione internazionale, la riprovazione verso questo atto di barbarie, il rifiuto di accettare come giusta questa decisione anche da chi è fedele all'Islam, possano influire sulle decisioni di un regime totalitario, come quello che governa e controlla l'Iran".

Per la Cisl del Veneto, che già nelle vicende iraniane è intervenuta ad esempio a sostegno della mobilitazione dei giovani e dei moderati che contestavano i risultati delle ultime elezioni politiche del giugno 2009 quando Mahmoud Ahmadinejad venne dichiarato vincitore tra denunce di brogli elettorali da parte dei candidati presidenziali dell'opposizione, quello di Teheran è infatti un regime "che cerca di giustificare con l'integralismo religioso la cancellazione delle libertà democratiche ed il controllo delle istituzioni".

Ma, per la Porto la speranza è anche quella che "questa giusta causa serva anche a fermare altre condanne a morte, altre persecuzioni nei confronti delle donne, altre violenze e non solo in Iran".

La segretaria della Cisl veneta auspica che "L'attenzione che la vicenda di Sakineh ha raccolto nella nostra regione non venga usata per creare pregiudizi contro una grande religione come l'Islam in cui credono molti nostri iscritti e molti cittadini immigrati che apprezzano e condividono la nostra democrazia, che nessuno accampi scuse per non prendere posizione netta e chiara contro questa condanna, che tutti comprendano che è la pena di morte che deve essere messa a morte, in tutti i Paesi e per qualsiasi motivo".

Da qui l'invito a non abbassare il livello dell'attenzione su questa vicenda.

internazionale