Rovigo: una prof a capo della Unione Territoriale

Martedì, 03 novembre 2009
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Valeria Cittadin è da oggi la Segretaria Generale della Cisl di Rovigo

Valeria, che succede a Orazio Trambaiolli, è insegnante della Scuola Superiore con una cattedra in Filosofia e Psicologia. E' di Rovigo, la città capoluogo del Polesine.
Dopo la laurea in Pedagogia comincia la sua carriera di insegnante con incarichi precari, nel 1987 si iscrive alla Cisl Scuola (all'epoca il Sinascel) e nel 1996 ne diventa responsabile per il territorio di Rovigo. A primavera di quest'anno viene eletta componente della Segreteria dell'Unione Territoriale di Rovigo, struttura sindacale che rappresenta oltre 34 mila iscritti. Per il Veneto la prima donna, segretaria generale di Unione, proveniente dalla scuola.
A Valeria, a cui vanno i nostri auguri, abbiamo posto alcune domande relativa al suo nuovo impegno in Cisl.

La crisi ed il Polesine, come vanno le cose nella tua provincia che tanto ha tribolato per uscire dalla marginalità economica ed agganciarsi alla locomotiva dello sviluppo veneto?

Anche il tessuto economico della nostra provincia è battuto dai venti della crisi. A partire dal settore manifatturiero. Basta guardare i numeri della Cig. Quella Ordinaria è cresciuta, nei primi 9 mesi di quest'anno, di quasi otto volte rispetto a tutto il 2008. Nell'edilizia è più che raddoppiata, mentre più di un milione sono le ore autorizzate di Cig Straordinaria. Circa 200 piccole aziende hanno poi chiesto di usare le Cig in deroga. A ciò aggiungiamo i lavoratori licenziati e iscritti alle liste di mobilità (siamo già oltre i 1.400) e quasi 7.000 domande di disoccupazione (a settembre), quasi il doppio rispetto alla media degli anni scorsi. Chi guarda i numeri della crisi per le province del Veneto può prendere un abbaglio se non proporziona questi dati a quelli dell'occupazione nella nostra provincia. Il settore più colpito, come peraltro nel resto del Veneto, è la metalmeccanica: accanto alla crisi della Grimeca, azienda storica ed emblema dell'industria rodigina, abbiamo decine e decine di piccole aziende di subfornitura che soffrono. Da quando faccio parte della segreteria della Unione non c'è stata una riunione, un incontro, una discussione dove non si sia parlato di ammortizzatori sociali, di crisi aziendali, di problemi occupazionali.

C'è dunque il pericolo che tutto ciò che è stato fatto per lo sviluppo del Polesine venga inondato dall'alluvione crisi?

Noi siamo più ottimisti e lo siamo non per puro atto di volontà. La carta vincente per lo sviluppo del Polesine è stata la concertazione e ci sono tutti gli elementi per proseguire con questo metodo anche in questa periodo così difficile. Noi puntiamo sul tavolo anti-crisi che vede come protagonisti sindacati, imprenditori ed istituzioni, a cominciare dalla Provincia e dal Consorzio di Sviluppo. Servono idee e proposte, ma anche risorse, per rilanciare l'economia locale che, ricordiamo, è ancora una economia mista, dove sono molti i settori che concorrono a creare reddito ed occupazione.
Per l'immediato, per dare risposte concrete a chi perde il lavoro o è in cassa integrazione puntiamo a concludere il terzo integrativo sul welfare locale. La discussione aperta presso il Consorzio di Sviluppo è a buon punto e quindi la sua concretizzazione vicina.

Quale è lo stato di salute della Cisl di Rovigo?

E' buono. Nonostante la crisi e i suoi effetti sull'occupazione pesino negativamente. Siamo il primo sindacato per iscritti tra i lavoratori attivi e i diversi settori del lavoro sono ben rappresentati dalle rispettive federazioni territoriali di categoria. Nei prossimi mesi vogliamo anche lanciare una campagna di proselitismo. Forte è anche la nostra presenza tra i lavoratori che sono andati in pensione: la Fnp conta su oltre 21 mila iscritti.

Una prof per segretaria: pensi che questa tua professione e le tue competenze possano esserti di aiuto in questo nuovo impegno?

Posso dire due cose: filosofia e psicologia sono due discipline che danno moltissimo, così come insegnare in generale ed insegnare queste materie. Sono bagagli culturali che permettono di ascoltare, capire e relazionarsi con gli altri, quello che deve saper fare un buon sindacalista.
Credo quindi che mi saranno di grande utilità. Devo però aggiungere che ho conosciuto e conosco molti colleghi impegnati nel sindacato che sanno ascoltare, capire e relazionarsi senza aver fatto questi studi o frequentato l'Università. Da loro ho solo da imparare.

ust Rovigo