Presidio di legalità, intervista a Federico, segretario Filca Cisl Veneto

Mercoledì, 16 settembre 2009
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In occasione della Festa del socio di quest'anno(vedi spazio in alto) la Filca ha organizzato un dibattito su legalità ed edilizia. Gli ospiti sono di altissimo livello: il Procuratore Antimafia del Veneto Vittorio Borraccetti, don Tellatin referente di Libera Veneto e l'eurodeputato Rosario Crocetta, sindaco antimafia di Gela. Del significato di questa iniziativa ne parliamo con S.F. segretario regionale della Filca Cisl.

Il convegno del 18 pone al centro dell'attenzione il tema della illegalità in edilizia in Veneto: quali sono i motivi che vi spingono ad approfondire questo tema? Anche l'attività edilizia in Veneto è soggetta ad infiltrazioni della criminalità organizzata?
L'attività in edilizia, per la sua frammentazione si presta facilmente ad azioni di irregolarità e di illegalità, la grande quantità di denaro che è convogliata dagli appalti pubblici suscita senz'altro gli appetiti della criminalità più o meno organizzata ed il Veneto non si sottrae a questa regola. Se ha fatto scalpore il caso di corruzione che ha coinvolto l'assessorato alle opera pubbliche delle province di Venezia, Treviso e Vicenza, lo scorso anno, non si può scordare che sono stati sequestri 2 lotti della Valdastico Sud perché costruiti con cemento scadente per alimentare le casse di Cosa nostra. In precedenza i sigilli erano stati posti all'area ex C&C di Pernumia perchè forniva rifiuti tossici a cantieri, compreso quello della Tav, e poi ad alcuni lotti della nuova strada del Santo per la cui realizzazione erano stati utilizzati rifiuti tossici provenienti da industrie del Nord Italia. Come vede il Veneto non è esente da criminalità, come non è esente dalla tentazione del guadagno facile.

Il sindacato degli edili del Veneto è impegnato da tempo in un progetto di collaborazione con Libera: in cosa consiste?
Il nostro percorso ha avuto inizio con alcuni incontri introduttivi sul tema della legalità, incontri che ci hanno poi condotto, nel 2006 ad un primo viaggio in Sicilia con i nostri delegati dove abbiamo incontrato la Cooperativa Placido Rizzotto di Libera con cui abbiamo intrapreso un percorso della memoria attraverso le storie delle vittime della mafia e di chi è impegnato nella lotta alla criminalità organizzata. Questo percorso è testimoniato da una pubblicazione che ne segue le tappe. Da questo primo incontro è seguita una collaborazione che ci ha portato alla marcia, lo scorso anno, in memoria di Peppino Impastato a Cinisi e in seguito all'organizzazione di un caposcuola nazionale Filca sul tema della legalità e la resistenza alla mafia. Quest'anno ha visto la partecipazione dei giovani Filca alla "marcia in memoria delle vittime della mafia" tenutasi a Napoli il 21 marzo ed un nuovo caposcuola che è stato organizzato sui medesimi temi in Calabria dove sono state incontrate le cooperative di Libera Calabria.
Quali sono le prossime iniziative che la Filca realizzerà in collaborazione con Libera?
In occasione dell'incontro del 18 vogliamo presentare una convenzione con Libera Veneto per creare un osservatorio sullo stato della legalità in Veneto nel nostro settore, per istituire una giornata di sensibilizzazione sul tema ed infine non vogliamo cessi il rapporto con le regioni del sud che, ci siamo accorti, necessitano anche del nostro aiuto e della nostra vicinanza per portare avanti la lotta contro la criminalità organizzata presente nei loro territori. Inoltre il rapporto con il nostro Meridione ed il percorso intrapreso porta beneficio e motivazione anche allo stesso nostro agire sindacale nel quotidiano.

Allarghiamo il concetto di illegalità a quello di irregolarità,sempre in riferimento al settore edile veneto. Qui la prima cosa che viene in mente a tutti è il lavoro nero.
Che consistenza ha oggi il lavoro nero nel comparto delle costruzioni nella nostra Regione?

Il lavoro nero attualmente non è chiaramente quantificabile in quanto ci mancano ancora i mezzi per effettuare una, seppur ipotetica, ricognizione.
Sappiamo per certo che la presenza è significativa in quanto sono molte le segnalazioni che ci giungono dai nostri uffici legali e dalle pratiche da essi aperte, nonché dalle continue informazioni da parte dei nostri iscritti.

Cosa avete fatto fino ad oggi per contrastare questa malattia cronica e cosa intendete fare nel futuro?
A livello locale sono molte le iniziative di sensibilizzazione da noi organizzate, non solo nelle nostre riunioni ma nelle strade e nelle piazze. A livello nazionale cito le due iniziative maggiori che la Filca ha portato a termine nella sua campagna contro l'irregolarità: il Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva) che consente l'accesso agli appalti solo da parte delle ditte in regola con il versamento dei contributi; e la patente a punti, l'ultima recentissima conquista, che prevede la perdita di punteggio in base alla mancata regolarità, punteggio che influisce sull'accesso agli appalti.
Per il futuro è ancora aperta la partita della Congruità che lega la quantificazione del lavoro al numero di dipendenti necessari a compierlo, impedendo così l'accesso al lavoro irregolare. Durc, Patente a punti e Congruità sono i tre argini per far fronte all'irregolarità e promuovere la tutela e la sicurezza dei lavoratori.
Intendiamo inoltre creare con la Regione Veneto, con la quale è in corso un confronto, un osservatorio sul settore che consenta maggiore trasparenza, l'estrema frammentarietà in subappalti infatti non consente di seguire la progressione del lavoro in tutte le sue parti e pertanto non consente di garantirne la conformità alle leggi.

Le statistiche delle CCIAA ci dicono che nascono sempre nuove imprese. Spesso si tratta di imprese artigiani edili individuali. Come valuta la Filca questo fenomeno che sembra non conoscere crisi?
Il fattore è senz'altro positivo quando le imprese artigiane individuali nel settore edili crescono uniformemente con quelle degli altri settori, non è affatto positivo quando crescono in modo esponenziale come sta avvenendo in questo periodo, è evidente infatti che si tratti di lavoratori a tutti gli effetti dipendenti che sono stati "sollecitati" ad aprire una partita iva facendo così risparmiare i contributi all'azienda e consentendole di non rispettare contratti e legge.

Fino a dove e in che modo gli infortuni sul lavoro, una piaga storica del settore delle costruzioni, sono collegati alla illegalità e alla irregolarità?
Nel Veneto lo scopo dell'illegalità e dell'irregolarità è sempre l'acquisizione di ricchezza, è ovvio che per il profitto si prediliga il lavoro irregolare ed illegale che consente tanto il risparmio dei contributi quanto il costo contrattuale, per quanto riguarda l'adeguamento alle norme per la sicurezza, che equivalgono ad un costo ulteriore, evidentemente in presenza di lavoro nero si evita il rischio di denuncia delle infrazioni. A questo si sommi il fatto che un lavoratore irregolare, spesso clandestino, è facilmente ricattabile ed è quindi esposto ai rischi maggiori in lavori, come quello edile in cui il livello di pericolosità è elevato e in cui si richiede, in queste situazioni, ritmi di lavoro e di produttività non sostenibili.
Profitto ad ogni costo quindi anche se il costo si misura in numero di vite umane sacrificate.

Quest'anno, ad oggi, il numero dei morti sul lavoro in Veneto in tutti i settori, edilizia compresa, si è notevolmente ridotto rispetto agli anni scorsi. Come valuti questo fatto?

È certamente un fatto positivo, come si potrebbe dire altrimenti, ritengo però che sia tanto positivo quanto largamente insufficiente: non possiamo essere felici di aver sacrificato, nel 2008, "solo" 1.140 vite umane contro le 1.200 vite umane del 2007, stiamo parlando di cifre inammissibili.
Un uomo o una donna che si reca al lavoro non deve essere messo nelle condizioni di rischiare la propria vita, abbiamo visto, in questi anni, situazioni strazianti, padri e madri di famiglia, ragazzi e ragazze molto giovani, lavoratori con e senza esperienza, alla fine sono tutte persone che non rientrano a casa, che lasciano i loro cari ad aspettare., Sono persone che stiamo sacrificando consapevolmente e deliberatamente.
È necessario intensificare l'attività degli organi ispettivi; far applicare la legge 81, che già è stata dal governo significativamente depauperata di alcuni principi fondamentali pur di salvare le aziende ed il loro patrimonio; potenziare le attività formative e di controllo offerte dagli enti bilaterali. Anche le Organizzazioni Sindacali non possono sottrarsi ad un continuo e sempre maggiore impegno per garantire un lavoro in sicurezza e legalità.
Come Filca è da anni che lavoriamo per costruire una cultura della legalità, siamo ed intendiamo essere per il futuro, con la nostra rete capillare di operatori e Soci, un presidio per la legalità perchè la cultura del profitto a qualsiasi costo non vinca.

Filca Cisl