Popolari venete. Romani: rischiosa la fusione tra le banche

Martedì, 20 dicembre 2016

A Vicenza per l’elezione del nuovo gruppo dirigente veneto della federazione dei bancari, Giulio Romani (segretario generale First Cisl) è intervenuto per commentare l’accordo siglato tra i sindacati di settore e la nuova amministrazione della Banca Popolare di Vicenza. Soddisfatto in quanto «gli esuberi sono stati gestiti con il sistema della volontarietà, quindi non si parla di licenziamenti» Romani ha affermato di considerarlo «un buon punto di partenza nella prospettiva di una futura vertenza con la nuova dirigenza, se e quando si dovesse decidere della fusione tra la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca». Il segretario, ha sottolineato le sue forti perplessità in proposito, ritenendo «rischioso intraprendere un percorso di fusione tra due banche entrambe da sanare e sovrapposte in termini territoriali; il primo effetto sarebbe un sicuro peggioramento della qualità del credito e – ha continuato - l’ottimizzazione dei costi tanto anelata si tradurrebbe nell’immediato solo in un allargamento del buco». Sulle responsabilità del fallimento delle banche attribuita agli ex vertici, Romani ha ribadito che «devono essere approfondite» sostenendo «la necessità di rivedere le modalità di compenso dei vertici attraverso una legge che indirizzi la remunerazione alla produzione di reddito sociale e impedisca facili bonus in entrata e in uscita. A questo proposito abbiamo raccolto nel 2013 oltre 130mila firme su una legge di iniziativa popolare».