Patronato Inas: record di assistenze nel 2013

Venerdì, 04 luglio 2014

Nel 2013 le pratiche di assistenza avviate dal Patronato Inas in Veneto hanno superato quota 180mila: il 18% in più rispetto al 2012. “Ma è dal 2010 che registriamo una crescita inarrestabile dell’affluenza ai nostri sportelli- commenta Stefano Boscarin, responsabile regionale del patronato dalla Cisl, il primo nel Veneto nell’ambito della tutela previdenziale- basti considerare che negli anni ’90 ci eravamo attestati attorno alle 90mila pratiche all’anno, la metà di quelle attuali”. Così è anche per gli altri maggiori patronati (ogni associazione di rappresentanza del lavoro dipendente ed autonomo ne ha costituito uno di proprio). All’origine di questo boom nelle richieste di assistenza e tutela tre fattori: la crisi occupazionale che ha prodotto un aumento esponenziale delle domande per i sussidi di disoccupazione (dalle 98mila del 2008 alle 183mila del 2013) e la riorganizzazione dell’Inps che ha ridotto drasticamente l’apertura al pubblico adottando contemporaneamente la telematica come sistema di gestione di tutte le pratiche. Le persone si sono quindi riversate sui patronati. “Nel 2013 abbiamo inviato alle sedi Inps del Veneto 18.500 mila pratiche previdenziali, 14.000 mila domande di invalidità civile, 61 mila tra ASPI e mobilità- specifica Boscarin- a cui si sono aggiunte le 14mila relative ai permessi di soggiorno per i cittadini stranieri”.

L’evoluzione dell’attività del patronato è stata oggetto di valutazione del CRI (Comitato Regionale di Indirizzo) presieduto dalla segretaria della Cisl Franca Porto e a cui ha partecipato anche il Presidente dell’Inas, Nino Sorgi. “Ci sono parti interessate- ha denunciato Sorgi- che dipingono i patronati come i bancomat dei sindacati: è vero il contrario. Abbiamo fatto fronte alla crescita esponenziale della mole di lavoro con una massiccia informatizzazione delle procedure, una migliore organizzazione del lavoro ma anche grazie all’apporto di collaboratori esterni che ci ha messo a disposizione la Cisl ed in particolare la Federazione Pensionati senza alcun onere per noi. Nel solo Veneto questi collaboratori (190) sono quasi il doppio dei nostri dipendenti il cui numero, peraltro, è rimasto sostanzialmente invariato negli ultimi anni”.

Il Comitato ha anche fissato alcune linee di indirizzo per l’attività futura del patronato in Veneto a partire dalle iniziative per informare e sensibilizzare i lavoratori sul tema delle malattie professionali dove le denunce sono scarsissime e ancora meno le domande accolte da parte dell’Inail. “La responsabilità è anche delle norme di legge che disincentivano i lavoratori a denunciare la malattia e le aziende a risanare gli ambienti di lavoro- ha sottolineato Sorgi. “ La Cisl del Veneto- ha concluso Porto- già dai prossimi giorni sarà impegnata in una campagna di informazione e sensibilizzazione verso i cittadini per contrastare ogni tentativo di tagliare le risorse destinate al finanziamento dei patronati e quindi a mettere in discussione la gratuità dei suoi servizi”.