Patronati: anche in Veneto a rischio la gratuità dei servizi

Lunedì, 03 novembre 2014

I responsabili dei quattro principali enti di patronato del Veneto hanno tenuto oggi presso la sede Cisl di via Piave a Mestre una conferenza stampa per informare i media e l’opinione pubblica sugli effetti micidiali dei tagli alle risorse destinate al finanziamento dell’attività dei patronati, tagli previsti nel testo della Legge di Stabilità 2014 che il governo ha presentato in Parlamento nei giorni scorsi.

Giuseppe Diano del patronato Acli, Stefano Boscarin di Inas Cisl  Anna Maria Bilato di Inca Cgil e Anna Buttari di Ital Uil, hanno presentato la questione in tutti i suoi aspetti. Giuseppe Diano ha sottolineato che l’azione dei patronati e la gratuità dei loro servizi per tutti i cittadini non solo è prevista dalla Costituzione ma di recente è stata confermata dalla stessa Corte Costituzionale quale fattore indispensabile per garantire a tutti i cittadini il diritto di accedere al welfare rapportandosi positivamente con la pubblica amministrazione. “Siamo oramai l’interfaccia tra il cittadino e una molteplicità di enti pubblici- ha confermato Anna Buttali- dopo che negli ultimi anni si è scelto, giustamente, la telematica nella gestione delle pratiche da parte, ad esempio di Inps, Inail, ASL e Ministero degli Interni”, fatto questo che, per Anna Maria Bilato, ha determinato un aumento esponenziale delle persone che si rivolgono ai patronati “basta guardare i numeri che abbiamo realizzato in Veneto nel 2013 i  nostri quattro patronati messi assieme: oltre 670.000 pratiche inoltrate (più del doppio rispetto al 2009) e sempre con lo stesso numero di operatori: 357  persone ad alta specializzazione che lavorano in 167 sedi”.

Nel complesso si calcola però che nella nostra regione siano almeno un milione le persone che, almeno per una volta, si siano rivolte nel corso del 2013 ad uno dei 17 patronati attivi in Veneto.

Tutto ciò è però messo in discussione dai tagli pesantissimi che il governo ha previsto nelle norme della legge di Stabilità 2015 sia con una riduzione di un terzo del finanziamento previsto per il 2015 come pure per una riduzione ancora maggiore del Fondo che alimenta le risorse destinate a questo scopo. “Sono tagli talmente rilevanti- ha spiegato Stefano Boscarin- che determinato sicuramente due possibili conseguenze: la prima è una riduzione degli operatori, delle sedi e quindi del servizio per i cittadini, l’altra è che si cancelli la gratuità e assistenza e tutela si debbano pagare. In tutti i casi un danno per i più deboli, quelli che più hanno bisogno di patronato”.

Da qui una mobilitazione nazionale che riguarderà anche il Veneto dove è già partita una raccolta di firme, l’organizzazione di presidi per il 12 novembre davanti alle sedi provinciali dell’Inps e alle Prefetture mentre per sabato 15 novembre in tutte le principali città del Veneto saranno allestiti gazebo e punti di informazione. Obiettivo: cancellare il taglio.