Padova: Solidarietà Veneto rendiconta ed anticipa

Martedì, 25 ottobre 2011

Hanno partecipato in 130, tra rappresentanti sindacali, componenti l’Assemblea del Fondo e semplici iscritti, alla iniziativa promossa da Solidarietà Veneto “Gli iscritti incontrano i gestori” che si è svolta ieri a Padova. Una platea che ha seguito con molta attenzione le 4 relazioni tecniche sulla gestione del risparmio previdenziale di quasi 46 mila iscritti. Lavoratori dipendenti, ma anche autonomi e parasubordinati, facenti capo ad aziende venete; fra questi, 6.500 gli associati della  provincia di Padova.
L’incontro di quest’anno, giunto oramai alla sua 9^ edizione, data la complicata congiuntura economica e finanziaria, era particolarmente atteso. Vanna Giantin, presidente del Fondo, ha evidenziato in apertura il costante, seppur tenue, incremento del numero di iscritti, nonostante il significativo livello di uscite determinate dai licenziamenti e pensionamenti. In crescita anche il numero delle aziende aderenti, giunte alla soglia delle 6.500 unità. Risultati che contraddistinguono positivamente Solidarietà Veneto nell’ambito dei Fondi pensione contrattuali: un premio alla strategia della vicinanza e della partecipazione, ha tenuto a ribadire Giantin, oltre che ai risultati dell’oculata gestione finanziaria.
Risultati che sono stati illustrati da  Paolo Stefan: il vicedirettore del Fondo ha evidenziato come gli effetti negativi della crisi siano stati efficacemente contenuti grazie ad una attenta allocazione delle risorse. La convenienza del Fondo, peraltro, non si misura solo sui risultati finanziari: «Per capire se le cose sono andate bene, l’iscritto confronta quanto gli avrebbe reso mantenere il Tfr in azienda e quanto invece ha ottenuto grazie al fondo. Conti alla mano la scelta “Solidarietà Veneto”, anche in un periodo così negativo, è stata la più conveniente». L’esempio più chiaro viene dal Comparto Dinamico, destinato ai più giovani e quindi più orientato ai mercati azionari (50% del patrimonio): «il “lavoratore medio” che ha scelto il “Dinamico” nel 2007 (anno del silenzio assenso), oggi ha accumulato, complessivamente, circa 2000 euro in più rispetto al collega che, nello stesso periodo, ha scelto l’INPS per il proprio TFR».
Nelle quattro ore filate di incontro, che ha registrato numerosi interventi e domande dal pubblico, si è parlato anche di progetti. Il Fondo, infatti, è impegnato attivamente a superare l’attuale situazione di stallo economico – finanziario e di sfiducia nel futuro. Come? Proponendo soluzioni. Innanzitutto il tema degli investimenti socialmente responsabili, avviati da qualche mese con buoni risultati, con l’obiettivo di togliere risorse agli eccessi della finanza. Poi i mercati emergenti, con l’occhio proteso verso quelle realtà che, nel lungo periodo, hanno maggiore potenziale di crescita economica e sociale. Infine l’investimento territoriale, attraverso il quale Solidarietà Veneto, superando l’intermediazione dei mercati finanziari, mira a fornire risorse alle migliori realtà del tessuto imprenditoriale che alimenta la stessa base degli iscritti al Fondo.
Una iniziativa analoga a quella di ieri è in calendario nelle prossime settimane nell’area nord –orientale del Veneto: così vuole la strategia del “vicino e partecipato”.