OFV: cercasi acquirente entro il 5 marzo

Lunedì, 10 febbraio 2014

L’insolvente Officine Ferroviarie Veronesi è da qualche giorno ufficialmente in vendita. Lo hanno stabilito il giudice della sezione fallimenti del Tribunale di Verona, Fernando Platania che ne aveva dichiarato lo stato di insolvenza lo scorso 14 gennaio ed il Commissario Giudiziale, Giovanni Bertoni. Nell’avviso pubblico si precisa che i soggetti interessati all’acquisto del complesso aziendale- immobili, mobili, impianti e lavoratori dipendenti compresi- hanno tempo fino al prossimo 5 marzo per manifestarsi. Il tutto sarà preso in considerazione nella successiva udienza del Tribunale, fissata per il 18 marzo. Se ci saranno richieste di acquisto ammesse si procederà con la procedura e gli interessati dovranno presentare l’offerta nella sua completezza sulla base delle indicazioni del Tribunale.

Un passaggio cruciale quindi per il futuro dei 205 lavoratori delle OFV che continuano il loro presidio davanti allo stabilimento di Lungadige Galtarossa e che lo scorso venerdì hanno svolto una breve manifestazione per mantenere alta l’attenzione sulla loro vicenda. “Non accettiamo che l’azienda fallisca- sottolinea Massimiliano Nobis, segretario della Fim Cisl- e ci aspettiamo che le offerte di acquisto arrivino da imprenditori seri e intenzionati a salvaguardare l’attività produttiva e non a tentare speculazioni sull’area”. A sostegno di questa posizione si ricorda che OFV hanno ancora in essere le commesse di Ansaldo Breda che darebbero lavoro per altri 18 mesi.

Lavoratori e sindacati hanno avanzato anche al sindaco Tosi la proposta che una parte dei 27 milioni di euro che il Comune incasserà dalla vendita dell’aera “ex Magazzini Generali” venga destinata a supportare un piano industriale di rilancio di OFV, “risorse che dovranno tornare al Comune con piano di rientro decennale”.

Al Ministro Zanonato è stato chiesto invece di portare al tavolo del MiSE la società Trenitalia affinché confermi la disponibilità a continuare la collaborazione con OFV anche con una nuova proprietà.

Le preoccupazioni sono forti “Ad oggi solo due soggetti hanno manifestato l'interesse all'acquisto, delle proposte e delle intenzioni di entrambi non sappiano nulla” denuncia Nobis.