Sicurezza sul lavoro, 4 milioni di euro dalla Regione: "Segnale concreto, ma non abbassare la guardia"

Martedì, 22 settembre 2026

I fondi della sanzioni Spisal utilizzati per ammodernare gli impianti nel metalmeccanico. Il segretario regionale Luca Mori: "Intervento che va nella direzione di ridurre i rischi. Tuttavia va mantenuta alta l'attenzione sul tema: nei primi 7 mesi del 2026 già 66 morti in tutti i settori".

“Un segnale concreto che va nella direzione giusta per ridurre i rischi. Al contempo, proprio la tragica sequenza di infortuni gravi e mortali registrata in questi giorni in Veneto ci ricorda come non si possa abbassare la guardia e, a tutti i livelli, si debba continuare a investire perché questi numeri possano ridimensionarsi”.

Luca Mori, segretario regionale di CISL Veneto con delega a Salute e Sicurezza sul lavoro, sottolinea il valore del Bando Metalmeccanico 2026, pubblicato dalla Regione Veneto: il provvedimento destina 4 milioni di euro, raccolti tramite le sanzioni comminate dagli SPISAL per finanziare la sicurezza nelle imprese: “E’ l’epilogo di un percorso iniziato in seno al Comitato regionale di coordinamento su salute e sicurezza già nella prima parte del 2026 - ricorda Mori – L’intervento, in particolare, ha l’obiettivo di favorire la sostituzione degli impianti obsoleti in un comparto ad alta incidentalità”.

Rischi testimoniati dai numeri: solo nel settore della fabbricazione di prodotti in metallo, nel 2025, in Veneto, si contano 3.540 denunce di infortunio e 5 casi mortali, a cui si aggiungono le 2.479 denunce e i 3 decessi nella fabbricazione di macchinari e i 4 morti nella metallurgia di base.

Gli ultimi dati 2026 non mostrano inversioni: tra gennaio e luglio, in tutti i settori, si sono verificati 36.678 infortuni legati al lavoro, dei quali 66 con esito mortale (il 5% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).

Mori evidenzia anche il percorso preventivo svolto: "L’intervento arriva dopo che la Regione ha condotto uno specifico Piano Mirato di Prevenzione (PMP), che ha coinvolto quasi mille aziende e 33mila lavoratrici e lavoratori. L’attenzione va, tuttavia, tenuta alta: occorre garantire il rispetto rigoroso delle norme, potenziando i controlli SPISAL sul campo e contrastando precarietà e irregolarità contrattuali, e investire con forza nella formazione continua per radicare una vera cultura della sicurezza".

“Per questo – chiude il sindacalista - chiediamo alla Regione di convocare con urgenza la riunione del Comitato regionale di coordinamento, per riprendere il confronto su ulteriori interventi di prevenzione, in particolare sulle cadute dall’alto, che rappresentano una delle principali cause di infortunio mortale”.

infortuni, Luca Mori, Regione Veneto, metalmeccanico, Cisl, sicurezza sul lavoro