Neonato povero e straniero?

Martedì, 17 febbraio 2009
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Non è sfuggito all'Anolf (l'associazione della Cisl che si occupa di migranti) del Veneto il comma 18 dell'art.19 della legge n.2 di quest'anno "Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, ecc".
Vi vengono stanziati 2 milioni di euro per il rimborso delle spese correnti delle famiglie che acquistano latte artificiale e pannolini per i loro neonati fino a 3 mesi di età. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali deve ora provvedere ad emanare il decreto con le modalità di attuazione.
Tutto bene quindi, un aiuto per le famiglie a bassissimo reddito con un nuovo arrivato, in questi tempi di crisi, più che utile.
Ma il comma specifica che a beneficiarne sono solo le famiglie che hanno diritto alla Social Card (prevista anche per i bambini con meno di 3 anni) e che esclude gli stranieri, comunitari o extracomunitari che siano.
Dunque ai neonati con i genitori stranieri niente contributo per latte e pannolini.
Eppure le risorse per finanziare il Fondo da cui si attingono i 2 milioni di euro (art. 81, comma 29 della legge 133/2008) provengono sia dai cittadini italiani che stranieri.
Eppure è proprio tra le famiglie straniere che troviamo quelle con un reddito Isee sotto i 6 mila euro annui, tetto previsto per l'accesso alla Social Card (nel caso, ad esempio, di 3 persone, bimbo compreso, il reddito di tutta la famiglia non deve superare i 12. 400 euro).

Insomma: a questi futuri italiani (in Veneto quasi il 20% dei nuovi nati hanno i genitori entrambi stranieri) non si da proprio il benvenuto!

famiglia, immigrati, welfare