Nelle strade del futuro Veneto camminano già 500 mila immigrati

Giovedì, 29 ottobre 2009
copertina_dossier_immigrazione2008

Erano poco meno di 4 milioni gli immigrati regolarmente presenti in Italia alla fine del 2008. Di essi 12 su cento, cioè oltre 470.000 vivevano nella nostra Regione.
Alla fine di quest'anno saranno molti di più sia in Italia che in Veneto. Possiamo infatti aggiungervi coloro che hanno ottenuto quest'anno il visto di ingresso a seguito del Decreto Flussi 2008, i nuovi nati, i clandestini emersi in attesa di permesso (la nuova categoria sorta a seguito della Sanatoria 2009) che, da soli, sono 295.000 di cui 29.000 residenti in Veneto.
E' la prima fotografia che ci offre il 18imo Dossier Statistico di Caritas/Migrantes sulla Immigrazione, presentato ieri contemporaneamente a Roma (al teatro Orione alla presenza del Presidente della Camera Gianfranco Fini) ed a Mestre.
Possiamo stimare quindi che nelle sette province su cui vigila il Leone di San Marco gli immigrati che festeggeranno l'oramai prossimo nuovo anno saranno oltre mezzo milione, esclusi i senza permesso, oltre il 10% della popolazione residente!
Con queste persone (piaccia o non piaccia!) il Veneto affronta il suo quotidiano, crisi economica ed occupazionale compresa, e con le molte altre ancora che arriveranno nei prossimi il Veneto camminerà lungo del strade del suo futuro.
Una presenza quindi non più marginale anche nella vita sociale e civile. A partire dalle scuole dove, a partire dai nido e dalle elementari, le classi stanno diventando progressivamente tutte multietniche. Così anche nel lavoro: è oramai raro trovare una fabbrica dove lavorano solo italiani mentre interi comparti della produzione e dei servizi andrebbero in crisi se non ci fossero gli immigrati: è il caso dell'edilizia, del turismo, dei trasporti. In crisi anche il sistema del welfare senza le decine di migliaia di badanti e colf che accudiscono anziani, persone non autosufficienti e famiglie.
"Le politiche sull'immigrazione - commenta Maurizio Cecchetto, segretario Cisl Veneto- non sono state ancora adeguate alla realtà dei fatti. L'attenzione è più puntata su un perenne allarme sicurezza che non ci porta da nessuna parte e che ha come unico risultato l'innalzamento di tanti piccoli muri tra le persone e le culture". In Veneto la situazione è confusa, sintetizza il responsabile delle politiche per immigrazione della Cisl e precisa "La Regione, che ha pur fatto in materia di integrazione tante cose pregevoli, ogni tanto sbanda ed inciampa nella discriminazione specie nella regolamentazione del welfare. Con i Comuni siamo alla Babele sociale, per cui passando da un confine amministrativo all'altro si può passare da politiche di apertura alla integrazione a quelle più discriminanti. Il territorio veneto, da questo punto di vista, assomiglia più alla pelle maculata del leopardo che a quella del leone".
"Anche in Veneto però, conclude Cecchetto, i numeri, evidenziati anche dal rapporto della Caritas, ci dicono che non possiamo continuare ad affidarci solo al Volontariato ed al volontarismo dei tanti che in questi anni hanno consentito un buon livello di integrazione nonostante la mancanza di adeguate politiche pubbliche. E' urgente costruire quel "pacchetto integrazione" che la Caritas ha proposto in occasione della presentazione del Rapporto".

In allegato:
sintesi XVIII dossier Immigrazione Caritas/Migrantes. 28 ottorbre 2009
mappa Italia: alunni stranieri nella scuola d'infanzia, Demos.it

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